L’irruzione della Lingua blu nelle zone ritenute maggiormente a rischio – Ogliastra e Nuorese – e il repentino diffondersi del morbo nell’Oristanese, nel Sarrabus e nel Gerrei testimonia in maniera drammatica che l’ATS è fallimentare anche sul fronte della sanità animale. Ancora una volta i vertici dell’azienda unica hanno dimostrato la loro incapacità perché non sono riusciti a garantire la copertura vaccinale delle greggi nonostante l’assunzione a tempo determinato dei veterinari che sono stati mal distribuiti sui territori. È arrivato il momento che il
commissario straordinario ATS, Massimo Temussi, dia spiegazioni su quanto è accaduto nelle campagne sarde, dove la Blue tongue si è ripresentata e sta iniziando a mietere vittime trai capi, o si dimetta”. Lo dichiara la deputata Mara Lapia, capogruppo di Centro democratico e componente della Commissione affari sociali e sanità della Camera, che chiede ai vertici ATS di fare chiarezza sulla mancata profilassi e annuncia interrogazione al Ministro della Salute , Roberto Speranza. “Questa vicenda in tutta la sua gravità finirà all’attenzione del Ministero.
Nel frattempo chiedo all’ATS: perché i servizi veterinari delle ASSL di Nuoro e Lanusei, pur essendo sotto organico rispetto ai carichi di lavoro e alle indicazioni della Carta dei rischi dell’OEVR (osservatorio epidemiologico veterinario regionale) , non sono stati potenziati? Per qual emotivo in altre zone, Sassarese e Cagliaritano, i veterinari sono stati impiegati per il tracciamento Covid? Queste domande – incalza la parlamentare – devono avere una risposta immediata. Il commissario straordinario lo deve agli allevatori sardi , a quelli che in questi giorni hanno dovuto confrontarsi con gli effetti della Lingua blu e a quelli che sperano
non arrivi”. Per la parlamentare le responsabilità sono chiare. Questa la sua conclusione “Occorre una netta assunzione di responsabilità e un intervento immediato per ridurre al minimo i danni provocati dalla fallimentare gestione dell’ATS che avrebbe potuto e dovuto prevenire con un’adeguata campagna
vaccinale l’epidemia”.
