Il caso Hospice continua a tenere con il fiato sospeso la comunità nuorese, nel polverone mediatico, ora spetta alla Procura della Repubblica ricomporre il puzzle degli eventi. L’inchiesta partita dopo l’esposto da parte del deputato Mara Lapia (APPROFONDISCI) vuole fare chiarezza soprattutto su un punto, ovvero di chi sia la responsabilità della chiusura della struttura e perché si rifiutò il ricovero di un paziente.
I vertici sanitari locali declinano ogni responsabilità e continuano a sottolineare che la decisione del non ricovero fu presa senza una comunicazione ufficiale, anzi si preme nel dire che il servizio non è mai stato interrotto e attualmente non ci sono nuove degenze in programma, ecco perché le porte dell’Hospice sono “apparentemente” chiuse. I vertici continuano anche a ribadire che esiste una documentazione scritta e tracciata in cui lo stesso primario del reparto, il dottor Salvatore Salis, confermava la riapertura a partire dal 26 aprile grazie al fatto che una dottoressa, assente per motivi familiari, era rientrata in servizio.
Ieri, intanto, con determina N2405 si annuncia l’arrivo a Nuoro di cinque nuovi medici a tempo indeterminato, tre specialisti e due specializzandi in Malattie dell’Apparato respiratorio. Di questi uno, come ribadito dalla direzione sanitaria nei giorni scorsi, è destinato a rimpolpare l’organico medico sanitario dell’Hospice, che verrà ulteriormente rinforzato con il trasferimento volontario di una dottoressa dalla Pneumologia.
Intanto la Procura ha assimilato tutta la documentazione del caso, ha iniziato a sentire le prime testimonianze e, adesso, la giustizia farà il proprio corso.
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