Non si placano le polemiche sulle vaccinazioni in corso a Nuoro. Questa volta la segnalazione proviene da personale docente nuorese che nei giorni scorsi, insieme al personale ausiliario è stato convocato ufficialmente nell’hub di via Kandinsky per la somministrazione del vaccino ma, dopo attese estenuanti, si è sentito dire prima che sia l’AstraZeneca sia il Pfizer erano incompatibili con la fascia di età, ma, soprattutto, che la categoria di appartenenza, quella degli insegnanti, non era considerata più prioritaria nella vaccinazione ed è stata pertanto rimandata a casa.
“Espongo quanto accaduto nel pomeriggio di lunedì 12 aprile scorso presso il centro vaccini in via Kandinsky a Nuoro, cui ho assistito personalmente: vi erano alcune persone di mia conoscenza che erano state convocate unitamente a personale ausiliario, appartenente ad una categoria di lavoro (personale scolastico) ad elevato rischio, dal momento che si trovano a convivere per ben 7 ore al giorno con delle creature in tenera età che non utilizzano DPI, al fine di essere sottoposte a vaccinazione contro la malattia da Covid-19. Dopo lunga attesa si è presentato un medico il quale, dopo aver rilevato l’incompatibilità della giovane età con la somministrazione di AstraZeneca le invita ad attendere ulteriori due ore per la somministrazione del Pfizer, ma tutto ciò è stato inutile in quanto, oltre al rischio per la giovane età, la somministrazione non sarebbe potuta avvenire in quanto, a suo dire, la categoria degli insegnanti non è più ritenuta a rischio. L’altra collega, addirittura, fatta l’accettazione anch’essa, quindi pronta ad accingersi all’inoculazione, è stata rimandata in accettazione per annullare il vaccino (anche qui dopo 3 ore di attesa). Insomma ci sentiamo prese in giro e abbandonate a noi stesse. Di chi dobbiamo fidarci? Perché prima ci hanno convocato e poi rimandato a casa?”
“La nostra rabbia – prosegue la lettera – è accentuata dal non comprendere quale sia la verità, dato che qualche ora prima della nostra convocazione ufficiale, un’altra persona appartenente alla stessa scuola dove prestiamo servizio è stata regolarmente vaccinata”.
“Crediamo che oltre al dovere, al quale adempiamo di buon grado ogni giorno, anche i diritti debbano essere uguali per tutti. Riteniamo quanto meno ambiguo il comportamento del personale medico che ci ha negato il vaccino, sia per la prassi sia per il tempo che ci hanno fatto perdere prima di respingere la prestazione a soggetti sottoposti a mio avviso a grave rischio. Chiediamo di essere messi in condizioni di svolgere il nostro lavoro con tranquillità e serenità per noi, per le creature e per le famiglie che ci affidano i loro bimbi senza andare incontro a rischi. Considerato che questi bimbi potrebbero essere i nostri dovremmo cercare di proteggere oltre che loro anche noi stessi”.
Evidentemente il medico ha applicato la nuova ordinanza emessa e trasmessa poche ore prima alle Regioni dal commissario straordinario Figliuolo, , con la quale si rimarca l’assoluta priorità delle vaccinazioni anti Covid-19 per gli over 80 e per le persone fragili. L’età, dunque, dovrà essere il criterio discriminante anche se le categorie precedentemente indicate dal ministero della Salute, rimarranno in lista. Tra le categorie cui è stata sospesa la somministrazione, dunque, anche quella degli insegnanti, a meno che non abbiano già ricevuto la prima somministrazione. Ma perché convocare le persone, ci chiediamo, e non avvisarle prima annullando contemporaneamente l’appuntamento con le dovute spiegazioni del caso?
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