Recuperato in Toscana un Cristo ligneo rubato 30 anni fa in una chiesa di Galtellì

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Recuperato in Toscana un Cristo ligneo rubato 30 anni fa in una chiesa di Galtellì

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martedì 30 Marzo 2021 - 20:53
Recuperato in Toscana un Cristo ligneo rubato 30 anni fa in una chiesa di Galtellì

Il Cristo di Galtellì recuperato dopo 30 anni

Un Cristo ligneo del 15° secolo, rubato nella Chiesa del Santissimo Crocifisso di Galtellì alla fine degli anni Ottanta, è stato restituito oggi alla Diocesi dal comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cagliari, Paolo Montorsi, alla presenza del Vescovo di Nuoro Antonio Mura.

Si tratta di un crocifisso toscano i cui modelli riconducono a quelli creati a Firenze alla metà del Quattrocento. Le opere toscane in Sardegna, a quell’epoca quasi pienamente sotto il dominio iberico, sono assai rare. Una statua sicuramente pregevole, viste anche le grandi dimensioni (circa 2 metri totali, comprese le parti ora mancanti) ma dopo il ritrovamento oggi si presenta piuttosto danneggiata, con mancanze importanti della testa e dei piedi.

Il Cristo di Galtellì recuperato dopo 30 anni

Il Cristo di Galtellì recuperato dopo 30 anni

Secondo i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale è stato verosimilmente modificato per essere usato come crocifisso per “S’Iscravamentu”, ovvero la cerimonia di deposizione del Cristo dalla croce che si tiene il venerdì della Settimana Santa.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Firenze e condotte in collaborazione con il Nucleo TPC del capoluogo toscano, sono iniziate nel settembre scorso quando, su un sito di e-commerce, un antiquario toscano aveva pubblicato un annuncio per proporre la vendita di una statua con l’attestazione di provenienza “da una Chiesa del nord Sardegna”.

Le indagini hanno permesso di accertare che l’inserzionista aveva a sua volta acquistato la statua da un commerciante di Siena in occasione della Fiera antiquaria di Arezzo. È inoltre emerso che un parente di quest’ultimo era originario proprio di Galtellì: incalzato dagli inquirenti, l’uomo ha confessato di aver “recuperato” il crocifisso verso la fine degli anni Ottanta in occasione di una vacanza nel paese natio, dicendo di averlo trovato in stato di abbandono nei pressi della Chiesa che, all’epoca, era stata interessata da alcuni lavori di ristrutturazione.

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