Covid. Si aggrava la situazione della pandemia tra Sindia, Bosa e Macomer

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Covid. Si aggrava la situazione della pandemia tra Sindia, Bosa e Macomer

mercoledì 24 Marzo 2021 - 09:21
Covid. Si aggrava la situazione della pandemia tra Sindia, Bosa e Macomer

Sindia, la chiesa di Santa Maria di Corte (foto Gianni Careddu)

Si aggrava la situazione della pandemia nella zona di  Sindia, Bosa e Macomer.

SINDIA – Come si temeva, anche a Sindia, dove permane la zona rossa fino alla fine del mese, il Covid ha lasciato il suo strascico doloroso. Uno dei ricoverati è morto: si tratta di un imbianchino di 73 anni. A tristezza si è aggiunta tristezza per le condizioni di tumulazione della salma, trasportata immediatamente in paese, dove alla cerimonia hanno potuto assistere solo il sindaco Luigi Daga e pochi altri, poiché la maggior parte dei parenti è in quarantena. Nel frattempo i positivi hanno toccato quota 91 mentre cinque sono le persone ricoverate e 131 quelle in quarantena. Le scuole chiuse. Il focolaio pare sia iniziato nel mondo della scuola e sia arrivato alle famiglie portato dai bambini.

MACOMER – La situazione ha messo in allarme anche Macomer, distante una decina di chilometri, dove il sindaco Antonio Succu ha chiuso alcune classi della media a causa di una insegnante positiva proveniente da Sindia. Il Sindaco Succu, da medico, rassicura la popolazione sulla validità del vaccino AstraZenca e sulla sua innocuità.

BOSA – Situazione preoccupante anche a Bosa dove se ne è andata la tredicesima vittima, una anziana signora. Nel frattempo i positivi sono quattro. Accorate le parole del sindaco Piero Franco Casula dopo che sono state diffuse le immagini di un locale affollato con tanti ragazzi senza mascherina: «Se ognuno di noi non fa la sua parte non se ne esce. Tutti. Il sacrifico di tanti viene vanificato dall’incoscienza di chi non rispetta le regole. Rischiamo di buttare a mare un anno passato in trincea per la fretta di recuperare, di tornare alla normalità, facendo finta che non ci siano problemi, irridendo chi, al contrario, rispetta le regole. Ormai siamo in zona arancione, locali chiusi, molte attività ferme o sospese, molte che non hanno mai riaperto e speravano di ripartire, che vedono infrangersi le loro speranze. Sentiamoci tutti responsabili». Intanto si conta qualche positivo anche nei paesi della Planargia.

Pier Gavino Vacca

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