Covid. Mercoledì riaprono gli spazi museali dell’ISRE a Nuoro e Cagliari

Sonia

Covid. Mercoledì riaprono gli spazi museali dell’ISRE a Nuoro e Cagliari

martedì 19 Gennaio 2021 - 11:02
Covid. Mercoledì riaprono gli spazi museali dell’ISRE a Nuoro e Cagliari

Uno degli ambienti del Museo Deleddiano

Dopo un lungo periodo di quarantena di prevenzione anti-Covid-19, il Museo del Costume e il Museo Deleddiano a Nuoro e la collezione Cocco a Cagliari si apprestano a riprendere le attività con il pubblico, dal lunedì al venerdì (weekend esclusi, come da DPCM). Il commissario Stefania Masala: «In un momento in cui non è possibile viaggiare, invitiamo i sardi a riscoprire i tesori dell’identità custoditi dall’ISRE».

Il dirigente Marcello Mele, invece: «In questi mesi di lockdown non ci siamo mai fermati, portando avanti importanti lavori di conservazione e manutenzione di tessuti, oggetti, gioielli, libri e abiti tradizionali. Ora il patrimonio ISRE aspetta i visitatori in tutto il suo splendore»

Parola d’ordine: riapertura. Il Commissario straordinario dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico, Stefania Masala, comunica “con soddisfazione” la riapertura dei musei dell’ISRE dopo un lungo e forzato periodo di quarantena di prevenzione anti-Covid-19: «I luoghi della cultura gestiti dall’ISRE – il Museo del Costume di Nuoro, il Museo Deleddiano e la collezione Cocco di Cagliari – saranno nuovamente accessibili al pubblico da mercoledì 20 gennaio 2021. Le nostre strutture sono pronte ad accogliere i visitatori nel rispetto di tutte le norme di sicurezza».

ISRE, inaugurazione della Sala del Carnevale tradizionale barbaricino

ISRE, uno degli spazi all’aperto del Museo del Costume

Franca Rosa Contu, responsabile del settore museale ISRE, spiega: «I Musei seguiranno l’orario di apertura invernale, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, e resteranno chiusi il fine settimana – così come prescritto dall’ultimo DPCM. Il Museo del Costume di Nuoro è il maggiore Museo Etnografico della Sardegna, incluso nelle più importanti guide turistiche nazionali e internazionali e presente in tutti gli itinerari culturali che riguardano l’Isola. Il Museo Deleddiano ha sede nella casa natale della scrittrice nuorese Grazia Deledda, a Nuoro. La visita si snoda attraverso i tre livelli dell’abitazione, segnati da una scala centrale, continuando nel cortile e nel giardino. L’assetto espositivo mira a mettere in evidenza, attraverso l’ausilio dei materiali acquistati nel corso degli anni dall’Istituto, il legame tormentato della scrittrice con Nuoro e nel contempo le vicende personali e letterarie seguite al suo trasferimento a Roma. La collezione regionale Luigi Cocco si trova invece nella Cittadella dei Musei di Piazza Arsenale, a Cagliari, ed è costituita da circa duemila oggetti relativi alla cultura popolare della Sardegna, risalenti in massima parte alla seconda metà dell’Ottocento e al primo cinquantennio del Novecento; in particolare comprende settecentotrentuno manufatti tessili e milleduecentosessantasei gioielli, nonché un modesto numero di utensili, mobili e lavori di intaglio».

La Collezione Cocco Cagliari

La Collezione Cocco Cagliari

«I musei dell’Isre sono importanti per molte ragioni” continua Stefania Masala, “ma lo sono ancora di più in questa difficile stagione che stiamo vivendo. In un momento in cui non è possibile viaggiare, invitiamo i sardi a riscoprire i tesori dell’identità custoditi dall’ISRE. Per tanto tempo abbiamo viaggiato verso posti lontani: territori, culture, comunità umane. Visitare i Musei dell’ISRE può diventare una nuova opportunità per il turismo interno che ci permetta di guardare con occhi nuovi  ai luoghi da cui siamo partiti».

Entusiasta della riapertura anche il direttore generale dell’Istituto etnografico, Marcello Mele: «In questi mesi di lockdown non ci siamo mai fermati, portando avanti importanti lavori di conservazione e di manutenzione ordinaria  e straordinaria. Ora il patrimonio ISRE aspetta i visitatori in tutto il suo splendore. Con tutte le precauzioni del caso, vogliamo che il pubblico ricominci a rivivere lo spazio culturale come elemento fondamentale del benessere collettivo».

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