Alluvione a Bitti. I “Caschi blu della cultura” intervengono per salvare il patrimonio culturale cittadino

Salvatore

Alluvione a Bitti. I “Caschi blu della cultura” intervengono per salvare il patrimonio culturale cittadino

venerdì 04 Dicembre 2020 - 10:32
Alluvione a Bitti. I “Caschi blu della cultura” intervengono per salvare il patrimonio culturale cittadino

I "Caschi blu della cultura" intervengono per salvare il patrimonio culturale di Bitti

Sabato 28 novembre scorso un violento nubifragio ha devastato il comune di Bitti, provocando la morte di tre persone.

In pochi minuti, un’enorme massa d’acqua ha sommerso la cittadina. I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cagliari, insieme ai militari della locale Compagnia, sono intervenuti per la verifica dei danni e per mettere in sicurezza le testimonianze artistiche, storiche e archivistiche del territorio.

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I “Caschi blu della cultura” intervengono per salvare il patrimonio culturale di Bitti

In seguito all’attivazione dell’Unità di Crisi Regionale da parte del Segretario Regionale del MiBACT per la Sardegna, personale del Nucleo TPC di Cagliari specializzato per far parte della Task Force “Unite4Heritage” (U4H), i cosiddetti “Caschi Blu della Cultura, insieme ai funzionari della Soprintendenza Archivistica della Sardegna di Cagliari, ha messo in salvo i registri più antichi dello stato civile del Comune di Bitti, solenni testimoni degli eventi più importanti della comunità, pesantemente colpiti dall’acqua e dal fango che hanno invaso il piano terra del municipio, in cui è conservata una porzione dell’archivio comunale.

Quasi 50 metri lineari di documenti sono stati già trasferiti e messi in sicurezza presso il laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato di Cagliari dove, sotto la guida di esperti archivisti, è iniziata l’opera di asciugatura e disinfezione.

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I “Caschi blu della cultura” intervengono per salvare il patrimonio culturale di Bitti

L’attività proseguirà anche nei prossimi giorni per completare il trasferimento di tutta la documentazione, nonché per verificare la situazione dei luoghi di culto, dei monumenti e dei siti archeologici più esposti a rischio.

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