La seconda ondata Covid invade anche la Planargia, il Montiferru e il Marghine

Sonia

La seconda ondata Covid invade anche la Planargia, il Montiferru e il Marghine

Sonia |
martedì 17 Novembre 2020 - 15:17
La seconda ondata Covid invade anche la Planargia, il Montiferru e il Marghine

I Vigili del Fuoco sanificano i locali del Municipio di Bosa

Il trend di contagi riscontrabile nell’isola è ora facilmente visibile anche nella Planargia- Montiferru- Marghine. Sono pochissimi i paesi che non registrano neanche un positivo e si conta anche qualche decesso. Tre persone sono scomparse solo a Silanus. Si può dire che l’ondata che ci siamo scampati a marzo è ora piombata in pieno anche su questa parte della Sardegna. A Bosa, con 37 positivi, il Sindaco Piero Casula afferma che la situazione, in pochi giorni, è raddoppiata. Per questo motivo le scuole d’infanzia, primaria e secondaria di primo livello, pubbliche e private, sono state chiuse da lunedi 16 fino a mercoledi 25. Sono stati chiusi, inoltre, i mercati settimanali all’aperto, ugualmente fino al 25. In particolare quello del martedì aveva suscitato molte perplessità a causa delle numerose violazioni delle norme di precauzione. Il Sindaco riferisce anche che si è in attesa del risultato di alcuni tamponi che potrebbero far aumentare la cifra dei contagiati in maniera esponenziale. I positivi oramai si riscontrano in quasi tutto il territorio della Planargia e del Montiferru. 4 sono stai rilevati a Tresnuraghes. Sono presenti anche a Magomadas e Flussio. In questa parte del Montiferru 3 sono a Cuglieri e 2 a Scano. Un appello disperato è giunto dalla casa di riposo di “Sa coa e sa mela”, dispoto tra i due territori del Marghine e del Motiferru, nella quale la stragrande maggioranza degli ospiti e alcuni operatori, sono risultati positivi. Il Sindaco di Macomer, Antonio Succu, denuncia la situazione del Marghine, dove si sono registrati già 10 morti e si chiede cosa si aspetta ad istituire in zona una USCA, acronimo che sta per Unità Speciali di Continuità Assistenziale, composte da un medico e da un infermiere appositamente addestrati sulla valutazione e cura del Covid, per decidere quando occorra un tampone o vi sia la necessità di un ricovero o di una cura a domicilio, nonché le misure di prevenzione. Secondo Succu la situazione in zona è tale da richiedereà questa struttura anche per evitare di continuare ad intasare gli ospedali. Un accorato appello è arrivato anche dal sindaco di Silanus Gian Pietro Arca che,dopo la morte di 3 concittadini, si è rivolto direttamente all’Assessore alla Sanita Nieddu, chiedendo se non fosse il caso di venire di persona a verificare la situazione drammatica. L’Assessore pare abbia promesso un suo intervento. Tutti i sindaci si lamentano della difficoltà di comunicazioni con l’ATS, soprattutto al lato dell’ottenimento, da parte dei positivizzati, dei certificati che gli consentano di tornare al lavoro.

Pier Gavino Vacca

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