domenica 24 gennaio 2021, Aggiornato alle 15:33
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CGIL, CISL e UIL pensionati: “Sanità nel Nuorese al collasso, abbandonati dalla Regione Sardegna”

Nuoro, l'ospedale San Francesco (foto S.Novellu)
Nuoro, l'ospedale San Francesco (© foto S.Novellu/Cronache Nuoresi)

 

«Nel Nuorese c’è una grave situazione sanitaria e socio-sanitaria e pertanto sollecitiamo un efficace intervento dell’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna».

Lo denunciano Gianfranco Mussoni segretario Pensionati CGIL,  Pietro Bassu segretario Pensionati FNP CISL e Massimo Puddu segretario Pensionati UIL   preoccupati e consci che “una riforma complessa come quella della Sanità può non essere eccellente in tutti i suoi aspetti, qualche sua parte può essere discutibile, ma non può prescindere dal garantire l’universalità delle cure a tutti”.

I segretari rimarcano come il collasso del sistema sanitario con il depotenzamento dei reparti si riversa su tutta la popolazione ma in particolare sugli anziani che con la cronicità delle pluripatologie necessitano di diagnosi precoce, di frequenti controlli, di cure continue e prolungate.

Una situazione degenerata dopo il COVID che ha portato a tanti pazienti alla rinuncia delle cure.

I sindacati ricordano le gravi problematiche del territorio sul fronte sanitario.

«La più grave è la mancanza di medici, infermieri e operatori socio sanitari. L’Ospedale San Francesco non può sopravvivere nella situazione attuale, i concorsi sono bloccati e/o i vincitori di concorso preferiscono il precariato in altri nosocomi al contratto a tempo indeterminato al San Francesco, Un esempio di quanto sin qui detto è rappresentato dal reparto di neurochirurgia dove lavorano 5 medici H 24, contrariamente a quella di Cagliari può vantare un organico composto da 24medici.  Uguale in Chirurgia , nell’Ematologia, nella Pnemologia mentre il reparto di Geriatria è attualmente unificata al reparto di Medicina per carenza di medici e infermieri».

«Non sì possono improvvisare reparti Covid e posti di Terapia Intensiva Covid senza medici e infermieri specializzati e senza la logistica idonea per l’isolamento dei pazienti e la protezione degli operatori» scrivono i sindacati che rimarcano come è indispensabile pensare all’ammodernamento dell’edilizia sanitaria e al rinnovo delle tecnologie».

Ricordando su questo fronte lo Zonchello nato come Ospedale tubercolare e pneumologico necessita di interventi urgenti ed ingenti. Senza trascurare il nosocomio di Sorgono che è sprovvisto di tutto: al pronto soccorso lavorano 2 medici con contratto di Guardia Medica, e nel reparto di medicina le consulenze sono garantite da cardiologo convenzionato per 10 ore alla settimana.  Senza considerare le lunghissime liste d’attesa per le visite ambulatoriali talvolta 3, 5, 12 mesi a fronte di 7 -10 giorni nelle strutture private o intramoenia a pagamento.

L’ADI già in sofferenza prima del Covid perla carenza di infermieri e l’aumento delle richieste è oggi al collasso. Gli infermieri sono stati trasferiti al reparto Covid lasciando privi di terapia i pazienti oncologici, SLA e N.A. del territorio. Anche la medicina del territorio è al collasso. Mancano i Pediatri, circa 10 sedi sono coperte da medici di medicina generale ma con un contratto provvisorio da circa 3 anni, tutto questo è assolutamente non giustificabile. Oggi, nel Nuorese il paziente soprattutto sé anziano passa dal medico di medicina generale all’Ospedale, che dovrebbe occuparsi solo dell’alta specialità.

«Ciò accade perché da noi mancano completamente le strutture intermedie: manca il coordinamento  tra ospedale e territorio, il coordinamento tra l’assunzione dei medici specialisti e l’acquisto delle tecnologie indispensabili per ciascuna specialità, manca la collaborazione tra tutti i protagonisti: ospedale, dipartimenti territoriali, distretti, medicina convenzionata, e servizi sociali» concludono i tre segretari.

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