domenica 25 ottobre 2020, Aggiornato alle 21:00
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Al San Francesco grave carenza di OSS e ausiliari “neanche il tempo di andare in bagno”

Nuoro, il pronto soccorso dell'Ospedale S.Francesco (foto S.Novellu)
Nuoro, l'ospedale San Francesco (foto S.Novellu)

 

La UIl a nome del segretario generale Fulvia Murru e i segretari territoriali Raffaella Murgia e Franco Licheri in una lettera indirizzata ai  vertici dell’ASL ATS locali e alle professioni infermieristiche denunciano “la grave carenza di Infermieri medici e di personale di supporto (Operatori Socio Sanitari e ausiliari), in particolare nei reparti di Malattie Infettive, Rianimazione e Pronto Soccorso”. Reparti sotto organico anche perché qualche operatore è in quarantena perché risultato essere positivo al Covid.  In particolare nel reparto Malattie infettive sono risultati positivi al virus 3 operatori socio sanitari su 7 ed un infermiere su 15. 

Una situazione sanitaria che ormai è andata oltre il collasso, della quale i sindacalisti denunciano solo una punta dell’Iceberg: lavoratori costretti a turni massacranti, impossibilitati anche delle esigenze più primarie, come quella di recarsi al bagno. Indiscrezioni raccontano che il personale, per ovviare ai “bisogni personali” indossa panni contenitivi durante le ore lavorative.

Un sistema già debole ma andato completamente in tilt a causa dell’aumento per Covid 19 e  che come scrive la UIL FPL ” difficilmente può lasciare immobili ed indifferenti ai dirigenti sanitari né tantomeno celata all’opinione pubblica”.

“Superato il periodo di maggior contagio, bisognava subito intervenire per colmare le lacune e gli errori che si erano evidenziati nei mesi precedenti invece si registra proprio nel territorio nuorese, un aumento dei contagi e di situazioni di sofferenza del personale anche a seguito di politiche di governance inadeguate proseguono nella lettera i sindacalisti mettendo in evidenza anche il grave pericolo di contagio  da Covid 19 a cui è esposta questa categoria .

Si fa riferimento nello specifico al mancato rispetto del rapporto numerico lavoratore/paziente previsto per i reparti  nominati. A tal fine si ricorda che a seconda della complessità dei pazienti, e della criticità è richiesto un maggior tempo di assistenza in termini di minuti e che un inadeguato rapporto numerico infermiere/paziente aumenta i rischi di infezioni, di errori terapeutici e talvolta la morte del paziente.

La UIL sottolinea come: “si rende necessaria la separazione dei percorsi intra-Ospedalieri con un percorso sporco e con un percorso pulito, che parrebbe non essere stato ancora realizzato; è altresì necessario che i servizi igienici debbano essere ubicati nello stesso reparto dove si opera; è inconcepibile che gli operatori sanitari non riescano neanche a recarsi in bagno durante il turno lavorativo per le note difficoltà a essere sostituiti anche solo per pochi minuti”

Infine conclude il sindacato: “Si invita ancora la Direzione Sanitaria ad attivarsi prontamente per l’ottenimento di nuove risorse umane e strumentali, anche perché in alcuni reparti, il paziente durante la degenza rimane solo, senza la possibilità di contattare autonomamente con il proprio cellulare i familiari e il poco personale dedicato all’assistenza non può occuparsi anche di questo importante impegno”.

È risaputo che la vicinanza e l’amore dei propri cari seppure via webcam del cellulare, consente una migliore ripresa ed aiuta la guarigione. È estremamente necessario, tutelare e promuovere i diritti  del malato nell’ambito di servizi sanitari e assistenziali adeguati».

La UIL se non riceverà risposte concrete “si riserva di attuare tutte le azioni necessarie per poter salvaguardare ogni diritto dei lavoratori, dei malati e dei familiari”.

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