domenica 25 ottobre 2020, Aggiornato alle 21:00
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528 casi di positività al Covid nelle scuole: il Ministero chiede i dati ai presidi

La scuola ai tempi del Covid (foto F. Novellu)
La scuola ai tempi del Covid (foto F. Novellu)

 

Sono 528 gli istituti in cui si è verificato almeno un caso di positività al Covid in Italia: il dato è di oggi ed è tratto dalla piattaforma elaborata da due universitari, Lorenzo Ruffino e Vittorio Nicoletta che hanno messo a punto un database che aggiornano continuamente.

Dalla loro analisi emerge che prima del 14 settembre, data di inizio delle lezioni in gran parte delle regioni italiane, le scuole con casi di Covid erano solo 18, dal 14 al 23 settembre sono diventate 365, dal 24 ce ne sono state altre 145. Nel 74,7% dei casi i positivi sono gli studenti, solo nel 12,5% i docenti. Nella gran parte dei casi non è stata chiusa la scuola.

Le Regioni più colpite sono la Lombardia, il Lazio, il Veneto, la Toscana l’Emilia Romagna. Le scuole superiori sono le più colpite (31,5%) seguite dalle scuole elementari (24,6%), dall’infanzia (21,3%), media (14,8), istituti comprensivi (4,2%).

Proprio per avere una mappa chiara della situazione e assumere le decisioni migliori in caso di criticità, il ministero dell’Istruzione ha inviato ai presidi una circolare chiedendo di di rilevare, da domani, su un apposita funzione predisposta su un portale, la situazione relativa a eventuali contagi nei loro istituti, riferendo anche quanto avvenuto nelle due settimane precedenti, dal 14 settembre quindi.

«Riteniamo positiva l’iniziativa del Ministero dell’Istruzione, dalle cui decisioni dipendono i destini organizzativi di oltre 8 milioni di alunni e un milione tra docenti, personale ATA e dirigenti scolastici», commenta Marcello Pacifico di ANIEF a proposito della circolare del ministero dell’Istruzione ai dirigenti scolastici per rilevare i casi di Covid negli istituti.

«Sono diverse settimane che ANIEF chiede pubblicamente una check list sulle necessità di ogni scuola in merito alla gestione dell’ondata epidemiologica in atto. Personalmente, giusto un mese fa, ho chiesto pubblicamente di avviare dei periodici monitoraggi degli istituti proprio perché la riapertura delle scuole avrebbe incrementato i casi di Coronavirus. Ben venga quindi conoscere la quantità dei contagi di ogni singolo istituto, anche se sarebbe stato opportuno allargare tale iniziativa alla conoscenza di più parametri, come lo stato dell’arte sulla consegna dei banchi, della nomina dei supplenti annuali e dei contratti da sottoscrivere per assicurare i docenti-Covid, oltre che della presenza accertata dai medici competenti di lavoratori “fragili”, anche al fine di implementare gli organici. Dal monitoraggio allargato sarebbe stato anche utile evincere eventuali attivazioni di DAD, oltre che esigenze di vario tipo, come lo svolgimento di lavoro agile, per il quale permane la necessità di approvare diversi adattamenti normativi, che come Cisal abbiamo richiesto solo pochi giorni fa alla ministra Nunzia Catalfo», conclude Pacifico.

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