Coronavirus. Quasi 1000 contagi in 24 ore in Italia. Vertiginosa ascesa anche in Sardegna con 42 casi

Salvatore

Coronavirus. Quasi 1000 contagi in 24 ore in Italia. Vertiginosa ascesa anche in Sardegna con 42 casi

sabato 22 Agosto 2020 - 09:01

Nuovo boom di contagi per il Covid. Sono 947 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Nove i morti a fronte dei 6 registrati giovedì. In calo i tamponi: 71mila, circa 6mila in meno di ieri. Questi i dati del ministero della Salute.

Numeri in vertiginosa ascesa anche in Sardegna, con 42 nuovi casi di contagio (APPROFONDISCI).

I contagi da nuovo Coronavirus in Italia sono aumentati di oltre il 140% nell’ultimo mese. Lo rileva la Fondazione Gimbe confrontando i 3.399 nuovi casi rilevati dal 12 al 18 agosto con i 1.408 della settimana fra il 15 e il 21 luglio. “Si conferma il trend in progressivo aumento dei nuovi casi, siano essi autoctoni, di importazione (stranieri) o da rientro di italiani andati in vacanza all’estero”, rileva in una nota il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta. “La risalita nella curva dei contagi – precisa – desta non poche preoccupazioni sia perché l’incremento inizia a riflettersi progressivamente sull’aumento delle ospedalizzazioni, sia perché solo negli ultimi due giorni, peraltro non inclusi nella nostra analisi settimanale, sono stati riportati quasi 1.500 nuovi casi”.

Secondo Cartabellotta “se da un lato bisogna evitare inutili allarmismi, dall’altro non è ammissibile sottovalutare il costante aumento dei nuovi casi, anche in vista di appuntamenti cruciali per il Paese, quali riapertura di scuole e università e consultazioni elettorali”.

«Guai a pensare che la partita sia vinta – ammonisce il ministro della Salute Roberto Speranza. Abbiamo fatto pezzo di strada fondamentale ed è ora di guardare al futuro. Credo che siamo fuori dalla tempesta, ma non siamo in un porto sicuro» ha detto riferendosi ai “mesi difficili” trascorsi e «c’è bisogno ancora di grande livello di attenzione e di rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale». Poi, un appello ai giovani, fra i quali si sta diffondendo recentemente il contagio da nuovo Coronavirus, perché proteggano genitori e nonni: «L’età media de contagiati è scesa a 30 anni – ha detto il ministro riferendosi al dato contenuto nell’ultimo monitoraggio di Istituto Superiore di Sanità (ISS) e ministero. Molti dei giovani contagiati hanno sintomi debolissimi o non hanno sintomi, ma presto il contagio potrebbe arrivare a genitori e nonni».

Per Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute nella gestione dell’emergenza coronavirus, «si continua a parlare di seconda ondata del virus, ma in realtà non è neanche finita la prima ondata. Sapevamo che allentare le misure avrebbe avuto conseguenze. Il virus è pericoloso in ambienti chiusi, bisogna continuare a indossare le mascherine, mantenere le distanze e osservare l’igiene personale». E ha ricordato l’importanza della collaborazione con i Paesi Ue, in particolare con la Germania: «La stretta comunicazione tra i ministri della Salute italiano e tedesco hanno fatto sì che venissero evitati problemi. Lo stesso non è successo con la Spagna, nonostante l’amicizia tra i due ministri.  Dobbiamo riaprire le scuole  perché sono il motore del sistema democratico. Lo dobbiamo fare cercando di limitare la circolazione fuori dagli istituti e rispettando protocolli rigidi». Quanto a un nuovo lockdown duroRicciardi crede si possa escludere: «È una situazione completamente differente per molti motivi. Innanzi tutto perché i casi li intercettiamo molto prima nel senso che questo sistema di testing e di tracciamento porta a identificare soggetti nella stragrande maggioranza asintomatici. Quello che è successo a gennaio e febbraio – ha proseguito Ricciardi – è che questi casi non venivano identificati e quindi diventavano gravi, la sintomatologia diventava particolarmente grave e andavano in terapia intensiva». Quindi, ha sottolineato ancora, «il primo motivo per allontanare l’ipotesi di una nuova quarantena rigida, è che abbiamo ampliato la capacità di testing e di tracciamento e quindi i casi li identifichiamo molto precocemente. La seconda cosa – ha aggiunto ancora Ricciardi – è che è stato rafforzato enormemente il servizio sanitario nazionale, sono stati dati fondi importanti che non erano stati dati negli ultimi cinque anni e questo ha consentito di assumere personale, di migliorare le condizioni di lavoro: ancora non è completato questo rafforzamento però per settembre-ottobre verrà completato. Credo che non ci sarà quel tipo di immagini che noi abbiamo visto ma questo non significa che non dovremo stare attenti per evitarlo».

Ricciadi ha poi affermato: «Le decisioni si basano sui dati, non sulle emozioni o sull’ideologia. Sul fronte della diffusione del Covid-19, l’impennata di contagi era un dato prevedibile, perché questa curva riprende le conseguenze dei comportamenti che ci sono stati a partire sostanzialmente con l’apertura e le vacanze. La mobilità delle persone è quella che porta il virus: se si abbassa la distanza di sicurezza – ha osservato – e si toglie la mascherina, come abbiamo visto succedere in molti casi e in quelle circostanze non ci si lava le mani né si cura l’igiene dei luoghi, quelli sono i presupposti fatali per la ripresa dei contagi. E questa – ha concluso Ricciardi – la continueremo, purtroppo, a vedere perché avete visto anche voi le scene nelle piazze, nei ristoranti e nelle discoteche, che naturalmente sono prodromiche a questo tipo di aumento».

Un neonato è stato ricoverato precauzionalmente all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. È in condizioni stabili. Lo fa sapere il direttore generale dell’ASL di Bari, Antonio Sanguedolce. Il bimbo è tra i 35 contagi di Coronavirus registrati oggi in Puglia, uno dei quattro individuati durante il triage in strutture sanitarie di Bari e “per i quali – ha precisato – sono in corso le indagini epidemiologiche”.

Un caso si registra nel tribunale di Ancona. Due positivi fuggono dall’ospedale di Foggia.

De Luca, tra 15 giorni valuto stop mobilità Regioni – “A fine agosto vedremo se chiedere o no al governo di ripristinare la limitazione della mobilità intraregionale. Lo decideremo tra 15 giorni con grande determinazione, salvo i casi di motivi di lavoro o di salute. Ci regoleremo anche sui contagi nel resto d’Italia”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook.

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