mercoledì 30 settembre 2020, Aggiornato alle 10:59
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Sanita al collasso nel Marghine Planargia: Sindaci pronti a dimettersi

Bosa, Ospedale civile, pronto soccorso (foto S.Novellu)
Bosa, Ospedale civile, pronto soccorso (foto S.Novellu)

 

Situazione insostenibile per la sanità nella Planargia e nel Marghine, dove, tra i problemi dell’ospedale di Bosa e il poliambulatorio di Macomer risulta impossibile ammalarsi. Dopo una serie di affollate assemblee e consigli comunali le carenze non sono state colmate.

Anzi, se è possibile va ancora peggio. I Sindaci della zona sono pronti ad azioni eclatanti, tra cui dimettersi in massa dalla loro carica. In un documento esplicativo spiegano la situazione. Innanzi tutto si richiede un incontro urgente con il Presidente della Regione Christian Solinas e con l’assessore alla Sanità Mario Nieddu. Poi si passa a descrivere lo stato delle cose.

L’organico dei medici è ai minimi termini  con la prospettiva imminente della chiusura del Pronto Soccorso e del  reparto di Chirurgia. mentre,  Medicina sarà costretta a trasferire i pazienti in un altro ospedale.

Nel Pronto Soccorso, si legge nella nota,  manca la figura del responsabile, oltre che due medici. Assenti due anestesisti, oltre che 2 internisti, che coprano i turni dei vari reparti, ed un medico in laboratorio. A questo punto i sindaci sono decisi a dare battaglia e organizzare manifestazioni eclatanti insieme alla popolazione del territorio, coinvolgendo anche altri territori che manifestano problematiche simili.Tutto questo se non verranno trovate, nel più breve tempo possibile, delle soluzioni. In caso contrario i Sindaci minacciano di riconsegnare le fasce tricolori nelle mani del Prefetto.

A Macomer ugualmente in ambito sanitario non va meglio. Nel poliambulatorio infatti, alcuni giorni fa, si è raggiunta la ragguardevole cifra di quasi 3500 cittadini in lista di attesa: le visite sono state rinviate a settembre.

Secondo la presidente della Conferenza dei Sindaci Silvia Cadeddu la giustificazione di questi ritardi non è ammissibile. A dire degli specialisti infatti non si riesce ad andare oltre un certo numero perché si devono sanificare gli ambienti. Si auspica, a questo punto, l’intervento della direzione della ASSL che, a sua volta, aveva criticato gli specialisti, ma senza molto successo.

Se si guarda un po’ più lontano verso gli ospedali di Ghilarza, ma anche quelli di Nuoro ed Oristano, risulta che, al centro della Sardegna la sanità è allo sbando mentre il pericolo del Covid19 è ancora incombente. Ci si chiede come si sia potuti arrivare a questa situazione e perché si sia verificata la miopia del non prevedere un numero adeguato di medici, soprattutto specialisti.

Pier Gavino Vacca

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