I Nuoresi figli di una sanità minore: l’appello inascoltato dei trapiantati di fegato

Sonia

I Nuoresi figli di una sanità minore: l’appello inascoltato dei trapiantati di fegato

mercoledì 15 Luglio 2020 - 09:56
I Nuoresi figli di una sanità minore: l’appello inascoltato dei trapiantati di fegato

Da anni combattono una battaglia importante: l’istituzione di un ambulatorio a Nuoro per evitare i viaggi della speranza a Cagliari per avere garantite le cure salvavita.

Sono i trapiantati di fegato che nella persona del loro presidente Luigi Bellu, dopo tanti proclami e promesse da parte della politica sanitaria regionale e non scrive un post significativo sui social dove denuncia lo stato di abbandono nel quale versano.

«Moltissimi di voi, ormai, conoscono bene la brutta situazione dei trapiantati di fegato del centro-nord-est Sardegna, sapete che siamo tre anni e mezzo aspettando un ambulatorio che ci consentirebbe di non fare più quei viaggi massacranti a Cagliari per effettuare i dovuti controlli»  scrive Bellu spiegando il motivo per il quale non si sblocca la situazione ovvero l’incapacità da parte della  «Regione Sardegna di non riuscire a trovare un medico da destinare al San Francesco di Nuoro, cose da terzo mondo».

«Oggi si parla del nostro ambulatorio, e quando si parlerà della sanità malandata per tutti noi, allora ci muoveremo? Vi muoverete? Inizieranno, finalmente, le proteste di massa, potremo finalmente considerarci un paese civile, dove la sanità pubblica deve essere un bene garantita per tutti».

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