lunedì 21 settembre 2020, Aggiornato alle 17:19
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Pecorino Sardo escluso dal bando indigenti da 50 milioni di euro: il Consorzio si appella al ministro Bellanova

pecorino romano
Pecorino Romano

Il Consorzio di Tutela del Pecorino Sardo ha chiesto al ministro Teresa Bellanova interventi urgenti a sostegno della filiera lattiero-casearia ovina della Sardegna a marchio Dop, dopo l’esclusione dal bando nazionale indigenti da 50 milioni di euro. Il Consorzio ha inviato all’attenzione della ministra un’istanza formale di inclusione della Dop nei Bandi Indigenti di prossima pubblicazione, facendo presente che “nonostante l’impegno profuso da tutti gli operatori della filiera, proprio nel momento in cui il Paese sta ripartendo, la produzione del Pecorino Sardo Dop, che in questi ultimi anni ha registrato una crescita costante, rischia di risentire pesantemente degli effetti della crisi dei consumi che è oramai sotto gli occhi di tutti e di subire un grave battuta d’arresto. Si è infatti materializzata all’orizzonte – spiega una nota – una criticità altamente insidiosa, che diventerà una vera emergenza sociale, qualora le misure socio-economiche adottate a più livelli, non sortiscano l’effetto sperato nell’immediato periodo, ovverosia: 1) il tracollo della capacità di acquisto delle famiglie, le quali potranno concentrarsi unicamente sulle necessità di base e non certo sui prodotti di fascia medio-alta; 2) l’aumento del tasso di povertà, oramai purtroppo certificato da moltissimi studi di settore.

Sull’argomento interviene anche l’assessore regionale Gabriella Murgia, che, ha inviato una lettera al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.

“Il decreto interministeriale dello scorso 8 aprile – scrive l’esponente della Giunta Solinas – nel prevedere l’integrazione al programma di distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti ha previsto, tra gli altri, una specifica dotazione per i formaggi Dop. I conseguenti provvedimenti adottati da Agea includono diversi formaggi Dop provenienti da diverse parti d’Italia ma non ricomprendono nemmeno una delle tre Dop tipiche della Sardegna”.

“Come si evince dalla lettura degli atti, l’individuazione operata da Agea risulta assolutamente discrezionale in quanto negli stessi non vengono indicati i criteri e le motivazioni che hanno indotto le scelte. Per contro ritengo che non debbano essere ignorate le specificità Dop della Sardegna. Le chiedo pertanto – conclude l’assessore Murgia – un Suo autorevole intervento per ristabilire equità nelle scelte che, spero condivida, devono essere mosse da criteri di distribuzione tra le diverse produzioni e i territori di provenienza”.

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