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Nuoro. La violenza sulle donne e sui minori durante il lockdown analizzati in vertice col Prefetto

Violenza su minore

Lo scorso 25 maggio 2020, il prefetto di Nuoro Anna Aida Bruzzese ha presieduto un incontro per fare il punto di situazione e valutare gli effetti del lockdown sull’operatività della rete inter-istituzionale attivata dal “Protocollo di Intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e dei minori” sottoscritto il 10 dicembre 2019.

La riunione, svoltasi da remoto, ha visto la partecipazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro, Patrizia Castaldini, dei procuratori della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Cagliari, Anna Cau, e di Sassari, Elena Maria Grazia Pitzorno, del vicario del presidente del Tribunale per i Minorenni di Sassari Dr. Vecchione, di Silvio Esposito, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Nuoro, di Saverio Aucello, vice comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, di Alessandro Ferri, comandante provinciale della Guardia di Finanza, dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Nuoro, Valeria Romagna, di Grazia Cattina, dirigente dell’ATS Sardegna ASL di Nuoro, di Maria Laura Piras per l’Ufficio Scolastico Provinciale di Nuoro, nonché del sindaco del Comune di Silanus, Gian Pietro Arca, per l’Unione dei Comuni del Marghine, del responsabile dell’Area Servizi Sociali del Comune di Orosei, Giuseppina Leoni, nonché del presidente dell’Associazione “Onda Rosa”, Luisanna Porcu.

Nel corso dell’incontro sono state analizzate le problematiche insorte a seguito del “confinamento” sociale, sia dal punto di vista dell’accessibilità ai servizi, tenuto conto che gli operatori sociali hanno dovuto drasticamente ridurre sia gli interventi esterni che la stessa operatività dei Centri a causa del pericolo di contagio, sia dal punto di vista delle dinamiche psicologiche determinate all’interno delle mura domestiche dalla sospensione delle attività lavorative e dalla contemporanea interruzione delle lezioni scolastiche.

È emerso in particolare che il numero di denunce nel periodo di convivenza forzata conseguente alla situazione emergenziale è rimasto sostanzialmente invariato ma a tale dato – a parere degli intervenuti – non va data una valenza positiva, poiché, di contro, esso mette in risalto la carenza di residenze protette di immediata disponibilità che certo non incentiva la scelta di denunciare una situazione di violenza.

L’osservazione sviluppata in termini statistici a livello nazionale e la testimonianza della Presidente dell’Associazione Onda Rosa evidenziano che si sono certamente acuite le situazioni di conflittualità familiare con conseguente moltiplicazione di episodi di violenza in larga misura subite in silenzio e – con poche eccezioni – non denunciate proprio per il timore di dover fare rientro fra le mura domestiche.

È stato comunque condivisa la necessità di implementare i punti di contatto di pronta reperibilità, in particolare a livello dei servizi sociali comunali, tenuto conto che le situazioni da gestire in via d’urgenza possono emergere sia nei reparti ospedalieri, sia presso i presidi delle forze dell’ordine, che nelle aule dei tribunali.

La rappresentante dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha posto in risalto come la chiusura delle scuole con l’adozione della didattica a distanza abbia limitato per gli insegnanti e per tutti gli operatori della scuola la possibilità di cogliere nei bambini e nei ragazzi quegli indicatori comportamentali che sono correlati a criticità familiari significative. Non vi sono, comunque, riscontri oggettivi in tal senso.

In conclusione di seduta il Prefetto ha invitato i Comuni aderenti a procedere, in un’ottica condivisa di “strategia di distretto”, all’individuazione di soluzioni alloggiative nei rispettivi contesti da utilizzarsi per la specifica finalità (residence o strutture ricettive temporaneamente chiusi, case inutilizzate in paesi del circondario colpiti dal fenomeno dello spopolamento, ecc.). Una volta verificatane l’idoneità, verranno attivati possibili percorsi progettuali che possano avvalersi di finanziamenti a livello statale (Ministero delle Pari Opportunità) o regionale.

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