venerdì 14 agosto 2020, Aggiornato alle 7:25
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Droga e furti. Blitz dei Carabinieri a San Teodoro: 9 misure cautelari – Video

Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e furti. Queste le accuse emerse al termine delle indagini nei confronti di 9 indagati (4 agli arresti domiciliari e 5 all’obbligo di dimora) da parte dei Carabinieri della Tenenza di San Teodoro. I nove sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di aver realizzato una fitta rete di spaccio, soprattutto tra San Teodoro e Budoni, dove le richieste erano evase attraverso ingegnosi stratagemmi e linguaggio criptico.

Le indagini hanno chiarito che la droga veniva acquistata in considerevoli quantità attraverso diversi canali per poi rivenderla a un prezzo più vantaggioso al dettaglio.

Il provvedimento cautelare giunge al termine di una attività coordinata dal Procuratore della Repubblica del tribunale di Nuoro Patrizia Castaldini.

L’indagine trae origine dal deferimento di un giovane della zona trovato in possesso di una considerevole quantità di marijuana a gennaio 2019. I nove si adoperavano al fine di eludere un’eventuale azione investigativa, mantenendo sia il riserbo tra loro stessi sia impartendo precise direttive ai clienti che spesso recuperavano lo stupefacente acquistato da cespugli o pali della luce, senza avere il contatto diretto con lo spacciatore. È emerso inoltre come i proventi dello spaccio fossero destinati a un investimento immediato per l’acquisto di marijuana e cocaina destinati a clienti “fidelizzati”, che tra una stagione estiva e la seguente ricucivano il contatto.

I Carabinieri, in poco meno di 8 mesi, hanno accertato una fitta rete di numerosissime condotte di cessione al dettaglio e di altrettanti acquisti “all’ingrosso” nonché tre furti. Il primo ai danni di un “concorrente” al fine di reperire un ingente quantitativo di droga che quest’ultimo deteneva la sua abitazione e il secondo ai danni di un esercizio commerciale che ha consentito a tre dei nove di impossessarsi di circa 4mila euro. L’importo, successivamente non è stato diviso ma è stato motivo di separazione tra gli autori del furto. I 4mila euro, infatti, sono stati nascosti a casa di uno dei tre: gli altri due si sono messi d’accordo per introdursi nell’abitazione del terzo e impadronirsi dell’intera cifra da reinvestire nell’illecito traffico.

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