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Coronavirus. Ripartenza: Nuoro come Amsterdam – le casette di via Convento come le Serres Séparées

Ipotesi di riconversione delle casette di via Convento
Ipotesi di riconversione delle casette di via Convento

 

L’appetito aguzza l’ingegno verrebbe da dire: da una donna nuorese un’idea che potrebbe essere funzionale a risolvere almeno in parte gli effetti della crisi post lockdown in città, con una ipotetica soluzione, parziale, alla recente riapertura della ristorazione. Senza contare che, se attuato, il progetto potrebbe dare un senso alle casette di via Convento, costruite e abbandonate senza mai essere utilizzate.

Nuoro, le casette di via Convento

Nuoro, le casette di via Convento

È solo una questione di forme, ma non solo. Si chiama Rita Ventura, ha 48 anni ed è nuorese. Il suo occhio forgiato dagli studi ingegneristici non ha faticato troppo per riconoscere l’analogia tra le casette nuoresi e l’idea del ristoratore olandese Willem Velthoven, fondatore e direttore del ristorante Mediamatic ad Amsterdam (che ha un precedente negli “igloo dining” a Londra). Infastidito dalle lamentele dei colleghi, Veltrhoven ha trovato il modo per rendere “le restrizioni un’opportunità per migliorare il settore dell’ospitalità e prendersi cura del cliente”. Il suo progetto Serres Séparées nasce per consentire alle persone che condividono la stessa abitazione, dunque che già occupano aree comuni, di poter cenare al ristorante insieme e in totale sicurezza.

Amsterdam, ristorante Mediamatic-Eten

Amsterdam, il ristorante Mediamatic-Eten

«Guardando un servizio in tv sulla nuova vita post covid dei ristoratori olandesi, i quali si sono organizzati per ricevere i clienti con delle mini serre, mi sono ricordata che anche qui a Nuoro i ristoratori potrebbero ricreare la stessa situazione nelle dodici casette abbandonate di via Convento. A pochi passi dal centro, le strutture erano state pensate come box per il nuovo mercato. Ovviamente il progetto non è andato in porto e, a distanza di anni le uniche persone che hanno avuto la meglio credo siano stati i vincitori dell’appalto» dice Rita raccontando la sua idea.

Amsterdam, ristorante Mediamatic-Eten

Amsterdam, ristorante Mediamatic-Eten

«Potrebbe, questa triste similitudine, essere uno spunto perché i nostri amministratori possano prendere in considerazione l’ipotesi di dare un senso a quelle orribili casette, che da anni giacciono abbandonate? Sarebbe bello – conclude Rita, quanto meno per ripagare la città degli sprechi di denaro fatti a suo tempo e dare l’opportunità, oggi, di risolvere almeno in parte il problema della sicurezza post-Covid».

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