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Coronavirus. Fase 2: i musei sardi riapriranno in ritardo

Allestimento
Allestimento "Lelica e a luce" (foto MAN)

 

Porte aperte al pubblico da domani a Oristano per l’Archivio Storico comunale: si entra esclusivamente su appuntamento. Ma in Sardegna la fase 2 della cultura, con la riapertura di musei e siti, si deve attendere ancora un pò.

Tra i primi a ripartire, martedì 19 dalle 10, c’è il MACC di Calasetta, il Museo d’Arte Contemporane nel comune di Sant’Antioco (sud Sardegna), con l’esposizione della collezione permanente di arte astratto concreta a cura di Simone Dulcis e Lea Gramsdorff. Sarà visitabile in totale sicurezza: mascherine e igenizzazione delle mani sono obbligatorie, e l’ingresso è contingentato sino a un massimo di 15 persone. Una corsia preferenziale verrà data a chi prenota tramite i contatti reperibili sul sito della Fondazione MAAC.

A Cagliari per la Galleria comunale, Museo Siamese e Palazzo di Città si punta a una riapertura entro la prossima settimana. Dall’ufficio stampa della Direzione regionale dei Musei fanno sapere invece che per le prime visite occorre attendere il 25. E si partirà dalle aree archeologiche che consentono le distanze di sicurezza. Poi man mano sarà la volta di Musei e Pinacoteche. Le prime due settimane saranno a ingresso gratuito.

C’è attesa al Museo Archeologico Sanna di Sassari, dove il Padiglione Clemente riapre i battenti dopo due anni di lavori di restauro con un’esposizione dedicata ad Antonio Marras. L’allestimento sarà firmato dallo stesso stilista. Tornando a Cagliari, si attende il taglio del nastro per gli spazi espositivi dell’Ex Regio Museo Archeologico, chiuso da anni per ristrutturazione. Ospiterà “L’inganno dell’uomo Vitruviano”, un percorso espositivo che racconta gli studi e le scoperte dello storico d’arte Roberto Concas su su una tra le più conosciute e discusse opere di Leonardo.

“Per Tharros e il Museo di Cabras la gestione ha chiesto qualche giorno di tempo per conformizzarsi alle linee guida”, precisa il sindaco di Cabras Andrea Abis, mentre per l’area archeologica di Su Nuraxi, sito Unesco, e il Polo museale Casa Zapata di Barumini se ne riparla ai primi di giugno. “Siamo al lavoro per predisporre la riapertura in sicurezza – spiega il sindaco Emanuele Lilliu – ci sono i protocolli da rispettare bene nell’interesse di visitatori e lavoratori. E poi le sale, il bookshop, la biglietteria da sanificare e igienizzare”.

Tra le altre ‘cicche’ dell’offerta culturale sarda, partenza ritardata per il Museo Stazione dell’Arte di Ulàssai, in Ogliastra, che riaprirà al pubblico il 26 maggio con la mostra “Maria Lai.

“Lente sul mondo”, per Il Museo Man di Nuoro: porte aperte dal 29 maggio con ingressi contigentati – gruppi al massimo di 10 persone con obbligo di mascherine e igienizzazione delle mani all’ingresso – per l’inagurazione della grande mostra “Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale”.

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