martedì 14 luglio 2020, Aggiornato alle 11:16
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Da Torpè una petizione contro la didattica a distanza

Da Torpé una petizione contro la didattica a distanza che ha raggiunto 500 firme.

Protagoniste dell’iniziativa lanciata il 27 aprile scorso, sono Giovanna Magrini, Lourdes Ledda e Daniela Marras insegnanti della scuola primaria.

«L’idea -dicono le protagoniste- nasce da  un confronto con altri colleghi e in questo documento ci sono una serie di considerazioni, dubbi ed esigenze (anche pregresse) che vorremmo portare all’attenzione del Governo».

La scuola a distanza sostengono le docenti nella petizione non è per tutti ma solo: “per i pochi che possiedono i mezzi e un adeguato supporto famigliare; non raggiunge coloro che, anche tra i banchi, faticano a seguire; è un blando palliativo che consegna solo nozioni e dimentica le relazioni, non contemplando quanto di più educativo ci sia dentro una classe, tra i corridoi, in una palestra o in un cortile scolastico: il rapporto umano″.

Viola i diritti 33 e 34 della Costituzione Italiana che deve garantire il diritto allo studio per tutti.  Nel documento viene precisato che lo Stato deve quanto prima garantire il ritorno a scuola di studenti, docenti e personale ATA in sicurezza.

Per approfondire l’argomento e firmare la petizione (Clicca qui)

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