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Il Coronavirus si porta via Germano Celant, il critico dell’arte povera

 

Aveva 80 anni ed era ricoverato all’Ospedale San Raffaele di Milano dopo il contagio da Coronovirus.

Originario di Genova, Germano Celant era uno dei più celebri storici dell’arte contemporanea italiani. Alla fine degli anni Sessanta aveva dato vita al movimento di Arte povera, che più tardi sarebbe diventato il più rilevante fenomeno artistico italiano della seconda metà del Novecento.

Celant ha collaborato con una quantità enorme di artisti, soprattutto americani. Direttore della Fondazione Prada a Milano dal 1995, era anche curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano, e della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia. Negli anni Novanta fu nominato direttore della 47 Biennale di Venezia. Ha curato centinaia di mostre in tutto il mondo e pubblicato oltre cento libri e cataloghi.

Tra le sue ultime mostre la magnifica retrospettiva su Jannis Kounellis a Venezia e quella su Vedova a Palazzo Reale a Milano. Celant è stato autore di oltre cinquanta pubblicazioni, tra cataloghi, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.

Germano Celant, storico, critico e teorico dell’arte ha curato centinaia di mostre in tutto il mondo e pubblicato oltre cento libri e cataloghi. Direttore della Fondazione Prada a Milano dal 1995, è anche curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano, curatore della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia.

Nel 1987 è stato insignito del Frank Jewett Mather Award, massimo riconoscimento americano per la critica d’arte, nel 2004 ha ricevuto dalla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova la Laurea honoris causa in Architettura. Tra le pubblicazioni: Artmakers. Arte, architettura, fotografia, danza e musica negli Stati Uniti (1984), Arte dall’Italia (1988), Artmix (2008) e Fotografia maledetta e non (2015).

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