sabato 15 agosto 2020, Aggiornato alle 8:16
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Papa Francesco invita l’umanità a “abbracciare la croce di Gesù” nella tempesta

La benedizione
La benedizione "Urbie et orbi" di Papa Francesco

 

Un venerdì di Quaresima particolare quello del 27 marzo. Segnato dal dolore per le vittime del virus, inquietato dai numeri del contagio, ma anche contraddistinto dalla speranza che si alimenta con la preghiera.

La pioggia rende ancora più spettrale la benedizione di Papa Francesco che si basa però sulla forza della preghiera e la determinazione della fede.

Da solo sul sagrato di piazza San Pietro, il Papa dona l’Urbi et Orbi e l’indulgenza plenaria davanti a un colonnato che come dice lui:«abbraccia simbolicamente tutta l’umanità»

«Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante” e “ci siamo ritrovati impauriti e smarriti», «presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa». Dice  il Papa durante la sua preghiera prima della benedizione ‘Urbi et Orbi’.

«Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”» prosegue in una piazza San Pietro deserta sferzata dalla pioggia.

Il mondo è chiamato a dare “un significato” a questo tempo così difficile riscoprendo nuovi spazi per la solidarietà, osserva il Papa nella preghiera a piazza San Pietro. «Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare». «Abbracciare la sua croce – sottolinea – significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà».

Il Papa ha pregato  per invocare la fine della pandemia da Coronavirus. L’evento è stato tradotto anche nella lingua dei segni. Radio Vaticana-Vatican News, infatti, oltre alla tradizionale diretta streaming con tele-radiocronaca in 8 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, arabo e cinese) ha attivato anche un canale dedicato su YouTube per la traduzione nella Lingua dei Segni. La traduzione in Lis è stata a cura di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per la pastorale delle persone con disabilità.

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