domenica 29 marzo 2020, Aggiornato alle 6:10
Home > DALL'ITALIA E DAL MONDO > Corona virus. C’è una seconda vittima ma non si può parlare di epidemia

Corona virus. C’è una seconda vittima ma non si può parlare di epidemia

 

Dopo il 75enne morto ieri sera in Veneto, da circa mezz’ora le agenzie di stampa stanno ribattendo la notizia che ci sarebbe un’altra vittima da Corona virus.

Si tratterebbe di una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno. La donna era stata ricoverata a Codogno ed era in attesa del risultato del tampone, che sarebbe però arrivato dopo il suo decesso.

Intanto ci sono due nuovi casi nel Nord Italia, uno a Dolo, nel Veneto, e uno a Cremona in Lombardia. In Veneto, dopo i due uomini, tra i quali uno deceduto ieri, c’è una persona risultata positiva al test a Dolo, nel veneziano, ed è ricoverata in terapia intensiva. Gli accertamenti sono stati fatti dal centro di riferimento regionale di Padova. Come da prassi il campione è stato inviato allo Spallanzani di Roma per la conferma.
Sono, dunque, 34 al momento i casi accertati di contagio da corona virus in Italia.

Non si può parlare di allarmismo e si invita la popolazione a mantenere la calma e ad agire con prudenza.

«Non c’è un’epidemia di SARS-CoV2 in Italia. Il quadro potrebbe cambiare ovviamente nei prossimi giorni, ma il nostro sistema sanitario è in stato di massima allerta e capace di gestire efficacemente anche la eventuale comparsa di altri piccoli focolai come quello attuale. Quindi, ribadiamo, al di fuori dell’area limitata in cui si sono verificati i casi, il cittadino può continuare a condurre una vita assolutamente normale. Seguendo le elementari norme di igiene, soprattutto levandosi le mani se ha frequentato luoghi affollati, ed evitando di portarsi alla bocca o agli occhi le mani non lavate» ribadisce Giovanni Maga, direttore CNR-IGM, Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale.

© Tutti i diritti riservati

Lascia un commento