mercoledì 1 aprile 2020, Aggiornato alle 21:20
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Palloncini e Fiaccole per ricordare Zdenka: “ora si pensa alle bambine”

La manifestazione in onore della donna uccisa
La manifestazione in onore di Zdenka Krejcikova

 

Rosso, come le fiaccole, i palloncini, le coccarde e le luci puntate sul palazzo del Comune, che hanno illuminato il corteo vestito a lutto in onore di quella madre innamoratissima delle figlie, arrivata dalla Repubblica Ceca tanti anni fa e ormai inserita perfettamente nella comunità di Sorso, dove stava comprando una casa più adatta alle esigenze sue e delle due bambine.

Zdenka Krejcikova

Oltre 2mila persone hanno risposto all’invito del Comune di Sorso, della parrocchia di San Pantaleo e della scuola frequentata dalle figlie di Zdenka Krejcikova, sfilando per le vie del paese in omaggio alla donna accoltellata sabato scorso in un bar del centro e per dire no alla violenza sulle donne, fenomeno per il quale questo territorio sta pagando un tributo di sangue altissimo.  Con l’arcivescovo Gianfranco Saba, il sindaco Fabrizio Demelas, il suo omologo di Ossi, Giovanni Serra, ha sfilato fino a piazza Garibaldi tutta la cittadina, moltissime associazioni e centinaia di persone arrivate da Sassari e da altri centri. Domani l’ultimo saluto alla donna, alle 15.30 ancora a San Pantaleo.

«Ora – assicura il sindaco di Sorso Fabrizio Demelas – i nostri pensieri sono rivolti alle due bambine di Zdenka, figlie di questa comunità. È difficile riuscire a trovare le parole per esprimere lo sconforto mio e della comunità. Sorso ripudia ogni forma di violenza, in una società ancora legata a valori matriarcali nutre il rispetto per la donna e non accetta tanta efferatezza».

«Anche Ossi – dice il primo cittadino Giovanni Serra – partecipa al dolore di Sorso ed è vicina alle bambine».

«Cara Zdenka, non ho mai incontrato te, le tue figlie e le persone con cui si sono consumate nel terrore le tue ultime ore, ma oggi insegni a me e a tutti a essere più attenti gli uni per gli altri – ha detto l’arcivescovo di Sassari, Gianfranco Saba, celebrando la messa – dobbiamo alzare lo sguardo, dobbiamo promuovere la cultura dell’integrazione, lavorando anzitutto su noi stessi, per imparare a integrare anzitutto le pulsioni, gli istinti e le emozioni, occorre educare l’uomo a prendersi cura di sé stesso e degli altri».

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