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Bosa. Il sogno del Sindaco: “realizzare un città da sogno con un corposo progetto di 38 pagine”

La seduta del Consiglio comunale di Bosa (f. Pier Gavino Vacca
La seduta del Consiglio comunale di Bosa (f. Pier Gavino Vacca

Una città da sogno.  È una città da sogno quella descritta da Piero Casula, Sindaco di Bosa, nell’illustrare le linee programmatiche della sua legislatura, un corposo progetto di 38 pagine, dove vengono descritte le proposte riguardanti tutti i settori della città, per raggiungere, alla fine, un gioiello da proporre come una delle mete turistiche più invitanti della Sardegna, se non la più interessante. Un centro storico, Sa Costa, rivitalizzato, dove tornino gli abitanti nelle case restaurate, ai piani superiori, mentre nei piani bassi un fiorire di botteghe artigiane e di boutiques. Il fiume navigabile, con l’arginatura fino al ponte nuovo, via d’acqua che porti al borgo marino, Bosa Marina, totalmente rivisto, dove, una volta per tutte sia risolto il problema dell’insabbiamento, che sta minacciando di inghiottire la baia.

Il gioiello del Corso finalmente isola pedonale, con via Lungo Temo a senso unico ed il quarto ponte di accesso alla città. Una circonvallazione che porti al Castello, ora che, finalmente, può essere gestito dal comune e che, insieme al Teatro, possono offrire delle occasioni culturali e contribuire alla destagionalizzazione del turismo.

Per valorizzare meglio la città ci vogliono le vie di accesso, principalmente la 129 bis, l’arteria principale che porta in città e che ora versa in condizioni pietose, così come la strada per Alghero, altra importante via per il turismo ed i collegamenti aerei. Necessari anche degli spazi dove si possa giungere in città e fermarsi all’entrata, per non intasare il centro sorto in un’epoca dove non circolavano automobili. Per rilanciare un turismo sempre migliore ci vogliono però le forze imprenditoriali e gli operatori del settore che facciano delle proposte. Va’ anche rivista una diversa valorizzazione delle campagne circostanti, dove spesso sono stati messi dei vincoli senza conoscere il territorio. Può essere rivitalizzato anche l’artigianato e l’industria, rivedendo il discorso della zona di Suni, dove ci sono gli spazi necessari. Per rendere la città più appetibile non va trascurato il discorso dei servizi, in primis l’ospedale la cui importanza, per tutto il territorio, va finalmente riconosciuta e definitivamente risolto il problema della sua dotazione. Sempre in tema di sicurezza è necessario, in città, un centro di protezione civile. Un altro tema importante e la pulizia della città e dell’arredo urbano. Il librone dei sogni di Piero Casula potrebbe continuare e lui stesso ha ammesso che non sarà ora che si vedrà tutto realizzato, ma l’importante è avere un disegno. L’illustrazione di altri dettagli è stata affidata ai vari assessori e consiglieri.

L’intervento di Alfonso Marras, consigliere regionale di mMggioranza, è servito a sottolineare, se ce n’era bisogno, che l’amministrazione comunale di Bosa confida nell’attuale Maggioranza regionale. I banchi del pubblico, desolatamente vuoti, fanno capire però che ci vorrà tanta fatica a convincere i cittadini a collaborare per la realizzazione degli obbiettivi.

Pier Gavino Vacca

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