venerdì 10 luglio 2020, Aggiornato alle 11:42
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Tre nuovi tipi di Pecorino Romano verso i mercati internazionali

Assemblea dei soci

 

L’Assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP, riunitasi nel Centro Intermodale di Macomer  ha accolto, nella mattinata di ieri, le proposte di modifica del Disciplinare per produrre ed esportare su nuovi canali di distribuzione internazionale tre nuovi tipi di Pecorino Romano: Extra, Riserva e Montagna.

Adesso si attenderà il parere del Ministero Dell’Agricoltura e dell’Unione Europea su queste modifiche, approvate dal Cda del Consorzio a novembre scorso.

«Iniziamo quest’anno – ha dichiarato Salvatore Palitta, presidente del Consorzio – con una sfida importante e avvincente: affiancare al nostro tradizionale prodotto, conosciuto ed esportato in tutto il mondo, altri tre tipi di Pecorino Romano, che del prodotto originale conservano tutta la tradizione e l’identità affinandone però il gusto. Vogliamo che il nostro Pecorino Romano – ha spiegato Palitta – diventi anche un ricercato ed elegante prodotto da tavola, da aperitivo o un sano spuntino per i bambini. Sono molto soddisfatto dei lavori di oggi: le modifiche approvate ci consentiranno di procedere su questa strada con le tutele e le direttive necessarie a garantire il miglior prodotto possibile».

Il Consorzio punta dunque a tre nuove tipologie di Pecorino Romano: un Pecorino Romano “Extra” a basso contenuto di sale (che non potrà avere più del 3,5% di componente salina), un altro con indicazione “Riserva” con una stagionatura di almeno 14 mesi (saranno poi applicati bollini supplementari da 18-20-24-30 mesi in base al livello di maturazione a cui si vorrà portare il prodotto) e un ultimo di “Montagna” (già previsto da un regolamento comunitario che presuppone una serie di requisiti, rispetto allo standard, e una serie di vincoli orografici, come l’allevamento al di sopra dei 600 metri o le lavorazioni in ambito territoriale fatte al massimo a 10 chilometri dal limite altimetrico).

La modifica del Disciplinare  di produzione è dunque indispensabile per la tutela e promozione di questi nuovi prodotti: attualmente, infatti, il meccanismo è  generico per poter funzionare con questa varietà.

Un altro traguardo raggiunto ieri a Macomer dall’Assemblea è stato l’approvazione della proposta di modifica al Disciplinare che riguarda la riconversione degli allevamenti: quelli che comprendono razze non presenti nell’elenco storico delle razze idonee alla produzione di latte destinato alla DOP dovranno entro 5 anni sostituire i capi esclusivamente con quelli previsti dall’elenco ufficiale (Razza Sarda, di Arbus, Vissana, Sopravissana, Massese, Comisana ecc.).

L’obiettivo è tutelare la storicità della razza e le caratteristiche dell’allevamento, che deve rimanere estensivo o semiestensivo. Importante la sostenibilità ambientale, con attenzione particolare alla Razza Sarda, che presenta una prevalenza territoriale nazionale: i cambiamenti morfologici che si sono susseguiti negli anni saranno registrati, per poter uniformare l’identità della razza sarda ai cambiamenti avuti nel corso degli anni.

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