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Reflui fognari a Magomadas, il sindaco rassicura: “tutto regolare”

Il sindaco di Magomadas (f. P.G. Vacca)
Il sindaco di Magomadas Emanuela Cauli (f. P.G. Vacca)

 

Si accende il dibattito sull’impianto di compostaggio di Magomadas dopo le proteste di parte degli abitanti, che lamentano l’odore insopportabile proveniente dalla zona e il proliferare delle mosche, soprattutto dalle zone prospicienti.

Sull’argomento è intervenuto  l’onorevole Mauro Pili che, recatosi in zona, ha girato un video che sui social è diventato virale sostenendo che lo smaltimento di questi reflui fognari fosse fatto in modo illecito (APPROFONDISCI).

La ruspa mentre sparge i reflui fognari dal filmato di M.Pili

Si tratta di un impianto per la realizzazione di compost derivante dai fanghi reflui dei depuratori. I fanghi vengono quindi trattati come materia prima per la realizzazione di concime granulare. Le carte relative alla lavorazione, in entrata ed in uscita, vengono trasmesse al Ministero dell’Agricoltura. Non si tratta quindi di uno smaltimento ma di una trasformazione per cui si hanno tutte le autorizzazioni. Le dimensioni dell’impianto consentono una lavorazione di una quantità di reflui da depuratori che la Sardegna non riesce a produrre per cui, in questo momento, questi ultimi provengono dalla Puglia. L’impianto è stato autorizzato con delibera di Giunta regionale Deliberazione n. 16/25 del 28 marzo 2017

Ancora molti di questi fanghi, in Sardegna, vengono smaltiti nei terreni o nei fiumi. Il sindaco Emanuele Cauli, da noi appositamente interpellato, assicura che i fanghi arrivano in zona con una documentazione adeguata che ne certifica, evidentemente, l’assenza di sostanze tossiche.

«Al di la della puzza non vi sono effluvi tossici. Comunque vigilano su tutto l‘ARPAS, lo stabilimento occupa una decina di dipendenti, tutti della zona. Pare che in prospettiva ci siano altre assunzioni» dice il Primo cittadino.

Rimane il problema dei cattivi odori che preoccupano anche Cauli. Quest’ultimo però assicura che i proprietari dell’impianto sono disponibili alla discussione. e a trovare dei mezzi per eliminare gli inconvenienti. Lo stabilimento è situato nel PUC, uno dei pochi nel territorio. L’obiezione che si può avanzare è che, forse, poteva essere collocato più lontano. Sulla questione si sono arroventati i social, comitati e delegazioni di partito si recano dal sindaco. Alla Regione è stata presentata  anche una interrogazione da parte degli esponenti della Lega (APPROFONDISCI)

Se tutte le autorizzazioni sono regolari e vigilano gli organi preposti (ARPAS, Provincia e NOA)  l’unico rimedio sembrerebbe quello di impedire, almeno, la fuoriuscita di miasmi.

Pier Gavino Vacca

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