giovedì 21 novembre 2019, Aggiornato alle 12:43
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L’Associazione Nino Carrus dialoga con i politici su zone interne e spopolamento

Un momento del convegno
Un momento del convegno

Un Lunedì 4 novembre l’Associazione Nino Carrus ha promosso una tavola rotonda per discutere le proposte sulle zone interne della Sardegna minacciate dallo spopolamento.

Il presidente Fausto Mura ha rivelato le cifre di un fenomeno che sembra inarrestabile: in Sardegna, su 377 comuni solo 99 hanno un saldo demografico positivo mentre gli altri sono in diminuzione.

Alle scuole mancano sempre più iscritti e tra 50-60 anni la nostra Isola rischia di essere senza ragazzi ed il 70% del territorio interno senza popolazione.

La Regione dovrebbe deve farsi carico della problematica elaborando un progetto di sviluppo unitario, le leggi tampone non servono e non sono risolutive.

Sulla situazione drammatica che si sta venendo a creare si è pronunciato un pool di consiglieri regionali di diversi partiti: era attesa l’assessore Alessandra Zedda che non ha potuto presenziare ed il moderatore era Giacomo Serreli.

«Vanno fatti dei piani con fondi comunitari – ha dichiarato Elena Fancello, ex 5 Stelle – oggi poco usati, soprattutto per valorizzare una offerta turistica che veda anche il recupero del patrimonio abitativo in termini identitari. Va rilanciato il sistema cooperativistico, anche per il settore agropastorale».

Aldo Salaris dei Riformatori ha illustrato la proposta di legge del suo gruppo che prevede, tra l’altro, l’inversione delle percentuali del fondo unico assegnato ad ogni comune evidenziando l’esigenza di un nuovo piano di rinascita.

Per Francesco Mura, di Fratelli d’Italia, bisogna aiutare i piccoli paesi, innanzitutto non obbligandoli a fondersi, ma concedendo un fiscalità di vantaggio.

«C’è mutazione antropologica – ha spiegato Roberto Deriu, del PD – nella distribuzione della popolazione in Sardegna; Nino Carrus parlava anche di industria, parchi e sviluppo turistico. C’è inadeguatezza della classe politica attuale che non riesce ad avere una visione strategica e non è capace di fare progetti per grandi decisioni. È necessario l’ascolto delle reali esigenze senza farsi influenzare da impulsi mediatici».

«È necessaria – ha dichiarato Giovanni Satta, del PsdAZ – una programmazione turistica insieme alla valorizzazione delle risorse locali.»

“La battaglia fondamentale è sui trasporti” ci sono molte proposte, come si vede, ma non è molto chiaro come portarle avanti, soprattutto sui temi fondamentali come la scuola, l’energia, i trasporti, l’informazione.

Pier Gavino Vacca

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