lunedì 14 ottobre 2019, Aggiornato alle 13:04
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Il salotto letterario di Suite 160. “Le origini di Dio e del Diavolo”: l’innovativa ricerca di Stefania Tosi

Stefania Tosi con Stefano Ferri (foto F.Becchere)
Stefania Tosi con Stefano Ferri (foto F.Becchere)

 

Ci sono argomenti che racchiudono in essi tutta la loro complessità, come parlare di Dio e dell’Incarnazione del male, il diavolo.
Al di là di ogni convinzione personale, l’interesse dei temi affrontati ieri durante la presentazione del libro di Stefania Tosi, Le origini di Dio e del Diavolo è innegabile.

La platea, accolta da Suite 160, organizzatori dell’evento, è rapita dalla ricerca storica presentata dall’autrice; una ricerca innovativa che accosta, con sicurezza, le convinzioni religiose cristiane con l’antica civiltà egizia. L’Egitto è il punto di partenza, la cultura che avrebbe influenzato tutte quelle del mediterraneo.

«Nella Bibba – ha spiegato l’autrice ai presenti ed al moderatore dell’incontro Stefano Ferri – c’è poca traccia di Satana, è una figura del tutto marginale: nasce nel Medioevo, con l’affermazione cristiana, prende forma e aspetto mefistofelico. La stessa simbologia del serpente riconduce ai miti antichi, dove rappresenta la conoscenza riservata a pochi. Anche la simbologia del cuore è stata accolta dal mito egizio perché per loro rappresenta l’organo più importante, tanto da essere pesato in una bilancia al momento della morte, per essere giudicati. Ancora, troviamo Osiride, dio morto e risorto, terminologia ricorrente nelle sacre scritture».

Stefania Tosi ha precisato riguardo il dualismo bene/male «anche in Egitto esisteva il concetto di male, un male necessario per una simmetria spirituale che tiene le forze in equilibrio. Ritroviamo nella cultura cristiana Satan, non come lo intendiamo attualmente, ma come un angelo/ostacolo, una funzione svolta di volta in volta da personaggi insospettabili»
L’interesse della Tosi per questi temi è nato nel 2014, durante una conferenza che l’ha motivata a ricercare risposte alle sue curiosità e, naturalmente, un ruolo decisivo l’ha avuto la passione per l’antico Egitto e i suoi miti.

F. Becchere

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