lunedì 14 ottobre 2019, Aggiornato alle 11:36
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Bosa. Solidarietà dei pescatori alla comandante Caiazzo “più sinergia per il futuro”

Uno scorcio di Bosa (foto S.Novellu)
Uno scorcio di Bosa (foto S.Novellu)

 

Doveva essere un incontro informativo sulle norme che regolano la filiera della pesca, dal mare fino al consumo, per di più organizzata dal Comune già da molto tempo, prima degli incresciosi episodi di questi giorni, che hanno visto 2 attentati alla Capitaneria di Porto di Bosa Marina. Come era prevedibile invece si è trasformato in un confronto, tenuto in maniera molto civile, tra gli interessati, che hanno riferito di qualche frizione col comando locale della Guardia Costiera. Quest’ultima è giunta in forze da Oristano e da Cagliari, per dare una mano alla comandante locale Tenente di Vascello Luigia Caiazzo. Ha riposto alle numerose domande il Capitano di Vascello Barbagiovanni, Capo reparto della Direzione Marittima di Cagliari, il quale, ha ribadito la disponibilità della Guardia Costiera al costante dialogo ma, viceversa, le regole devono essere rispettate.

«È importante, ha continuato il Capitano, avere un rispetto per l’ambiente. D’altronde, ha proseguito ricordando un recente episodio che ha visto il sequestro di 400 chili di corallo, la distruzione dell’ambiente interessa tutti e ci vorranno 50 anni prima che il corallo ricresca. L’invito alla conciliazione, ma anche alla moderazione, è venuto dal Sindaco Piero Casula sottolineando che nessuno può pensare di risolvere situazioni con la contrapposizione, esortando tutti a non complicare le cose, quando avvengono certi episodi, e chi fa i doverosi controlli non deve aver paura. «È ora che facciamo una zona di ripopolamento», ha sottolineato Casula, ricordando la recente iniziativa della FLAG per il rilancio del settore. Tra i numerosi interessati, pescatori, ristoratori e rivenditori di pesce, sono scaturite poi numerose osservazioni, tra cui la difficoltà a raccapezzarsi fra bolle, partite, lotti eccetera, che spesso è difficile compilare su una piccola barca, peggio ancora se il mare è mosso. Dal canto suo la Comandante Caiazzo ha sottolineato che i controlli che avvengono in zona sono uguali in tutta la Sardegna e ha ricordato che, per la piccola pesca, è necessario solamente un foglio dove sia riportato il nome della barca, il giorno e le specie pescate.

Tutto questo fino a 30 chili, con cassette sicure da un punto di vista igienico, A meno che non siano per uso personale. A nome di tutti i pescatori, alla fine, Giuseppe Soggiu, pur non nascondendo l’esistenza di alcune frizioni con la Guardia Costiera di Bosa, ha espresso la dissociazione del mondo della pesca dai recenti episodi nei confronti della Caiazzo. Alla fine non si può non ricordare che molto deriva dalla crescente diminuzione della quantità di pescato per la diminuzione del pesce in mare.

Alcuni anni fa si parlava di zona di ripopolamento per l’aragosta. Poi niente si è concluso. La diminuzione delle specie marine però fu prevista da molto tempo. Molti anni fa, quando vigeva la Comunità Montana Marghine-Planargia, fu proposto il parco marino, che nulla toglieva ai pescatori e prevedeva una zona di ripopolamento. La proposta venne sdegnosamente respinta. Ai posteri l’ardua sentenza.

Pier Gavino Vacca

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