lunedì 14 ottobre 2019, Aggiornato alle 11:36
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Fatale una foto del mare in tempesta dagli scogli di S’Archittu: ripescato il corpo della vittima

Le operazioni di recupero della vittima a S'Archittu (foto VVFF Oristano)
Le operazioni di recupero della vittima a S'Archittu

 

Voleva vedere il mare in tempesta infrangersi sulle rocce, fotografare l’attimo, quegli schizzi alti fino a dieci metri, ma si è sporto troppo ed è precitato dalla scogliera finendo in acqua, in un antro da cui non è più uscito. Una tragedia assurda ma non infrequente tra gli amanti degli scatti ‘impossibili’, quella avvenuta oggi intorno alle 13 sul litorale di S’Archittu, nel comune di Cuglieri, sulla costa centro occidentale della Sardegna (APPROFONDISCI).

Fino al tardo pomeriggio, a causa del mare troppo agitato e del forte vento, il corpo non era stato ancora recuperato al punto che era stata annunciata la sospensione delle ricerche (APPROFONDISCI). Solo alle 18 i vigili del fuoco, usando una rete da pesca, sono riusciti a tirarlo fuori dall’acqua. Nessun documento è stato trovato negli indumenti. L’identità della vittima rimane ancora ignota.

Secondo i testimoni che hanno assistito alla scena hanno consentito ai soccorritori e ai carabinieri giunti sul posto di appurare che si tratta di un uomo di circa 50 anni, forse un turista che alloggiava in un albergo della zona. C’è anche una foto, nelle mani dei militari dell’Arma, che documenta la tragedia e che potrebbe servire per la successiva identificazione: si vede il fotografo sulla scogliera un istante prima della caduta. A trascinarlo in mare forse un’ondata più violenta delle altre, forse un piede messo in fallo sull’orlo del precipizio che gli ha fatto perdere fatalmente l’equilibrio. L’uomo non ha fatto nemmeno in tempo a tentare di trovare un appiglio che le onde lo hanno sbattuto ripetutamente sugli scogli.

Le operazioni di recupero della vittima a S'Archittu (foto VVFF Oristano)

Le operazioni di recupero della vittima a S’Archittu

Chi si trovava lì e ha visto tutto ha dato l’allarme. Sono così arrivati i Vigili del fuoco, con i sommozzatori di Cagliari, la Guardia costiera, anche con una motovedetta, i carabinieri e l’elisoccorso del 118. Si è cercato di raggiungere subito la vittima, nonostante già dall’alto si capisse che non dava segni di vita. A quel punto, il salvataggio si è trasformato nel recupero di un cadavere. Tutto inutile fino alle 18: impossibile calare i soccorritori dall’elicottero, impossibile avvicinarsi via mare o via terra.

Il corpo si trovava vicino allo Scoglio del Genovese, una insenatura larga 15-20 metri e profonda una cinquantina, in cui già normalmente si crea un forte effetto di risacca, accentuato oggi del mare agitato. Chiunque si avvicini rischia di essere sbattuto con violenza sulle rocce, come è accaduto alla vittima. Quando ormai sembrava persa la speranza e le operazioni erano state sospese, i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Oristano hanno tentato il recupero con la rete da pesca, riuscendo così a tirar fuori dall’acqua il cadavere.

Due i precedenti in Sardegna che ricordano questa tragedia: la turista ungherese di 15 anni travolta e uccisa da un’onda durante un selfie con la zia, il 26 luglio 2017 in Gallura, e la caduta da una scogliera di un ragazzino 13 anni il 16 agosto scorso, sempre nell’Oristanese, mentre faceva un giro in bici: morirà nove giorni più tardi all’ospedale di Cagliari.

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