domenica 29 marzo 2020, Aggiornato alle 6:10
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Redentore: per la 119° volta si rinnova il rito e la speranza dei tanti fedeli

Dalle cronache del tempo (1901):

“Bisogna proprio venire qui sul monte a mirare questo portento di scultura e di immaginazione, questa bellezza arcana e soave del Cristo che parla al cuore e alla mente … perché del Cristo non trovasi solamente la soddisfazione esterna dell’occhio, nella parte artistica, ma si risveglia la mente a nuovi e puri ideali e batte forte il cuore nel palpito arcano e sublime di un Dio Redentore.”

Lo sguardo del Cristo Redentore dall’alto dell’Ortobene vigila sul popolo sardo che lo onora e a lui affida le speranze più nobili. Lo sanno bene i fedeli che all’alba del 29 agosto si incamminano lenti nella preghiera di redenzione verso il simbolo della cristianità.

La partenza alle 6.00 dalla Cattedrale di S. Maria della Neve. La processione si snoda lungo viale Ciusa, nella Chiesa della Solitudine si aggiunge un altro gruppo di fedeli e si inizia la salita. Si giunge in cima alle 8.00 per la prima messa, ai piedi della statua bronzea, dall’altare di granito.

Il solenne pontificale, officiato dal Vescovo di Nuoro S.E. Mosè Marcia, inizia alle ore 11.00, davanti alle autorità e ai tanti fedeli, accorsi all’interno del parco.

Il Vescovo Marcia, che a settembre lascerà l’incarico per raggiunti limiti di età e verrà sostituito dal Monsignor Antonello Mura, nella sua omelia ha voluto evocare la speranza del messaggio cristiano, ha invocato la divina misericordia, «risorsa capace di animare una nuova socialità». Ha voluto sottolineare la realtà di questi valori, ha indicato «l’invidia quale radice del peccato originale che rende sterile la fatica e si tace la sua strisciante esistenza».

L’invocazione del Vescovo è al recupero del rispetto della persona e dell’ambiente.

Ricorda i tanti suicidi, le carezze negate, la mancanza di fiducia, formula l’appello a rispettare l’uomo nella sua interezza, partendo ciascuno dai propri limiti e chiedendo perdono per i nostri errori per un nuovo modo di camminare fra noi, un nuovo inizio. La misericordia, il perdono, la riconciliazione, l’accoglienza, la fiducia sono valori essenziali.

“Il Redentore ci rende tutti più umani”.

Ricorda l’incendio del 1971 e Francesco Catgiu vittima del fuoco e ancora i recenti tentativi di distruzione dell’ambiente. Ricorda San Paolo e il suo messaggio devozionale: «il Signore è con noi nella tribolazione e nella sofferenza comunque nella strada verso Dio».

Il Vescovo sottolinea che «ognuno di noi è portatore di valori essenziali per valorizzare ogni differenza e promuovere la giustizia e il rispetto». Il Cristo è risorto, la speranza ci accompagna verso «una realtà conforme alla speranza di Dio».

Chiede «l’esercizio rigoroso dei propri doveri da parte di tutti, impegno concreto dei cristiani».

Cita Giovani Paolo II: “guardala o Cristo dalla tua croce questa gente e salvala … guarda e abbi pietà … benedici i lavoratori, i giovani per un mondo migliore, benedici coloro che ci governano, benedici i sacerdoti, i religiosi e le religiose, il seminario e coloro disposti a rispondere alla chiamata. Donaci la pace

La Santa Messa è stata accompagnata, come da tradizione, dai cori nuoresi. Quest’anno, con grande suggestione, è stato il turno del Coro Nùgoro Amada e del Coro Amici del Folclore.

Al termine della funzione religiosa si è snodata la tradizionale processione lungo l’anello attorno al parco del Monte, dietro la statua lignea del Cristo Redentore trasportata a spalla dai fedeli in abito tradizionale. Numerosi i costumi presenti con una folta delegazione da tanti paesi dell’isola. In coda la consegna dei premi “La rondine d’oro” a: Eva Cambedda, Marta Carroni, Roberto Podda, Mario Ladu, Pietrino Cicalò, consegnati dall’Ass.ne Barbagia nel Mondo.

Per la Chiesa e per i nuoresi la giornata della festa è proprio la data storica del 29 agosto che celebra l’inaugurazione della statua bronzea del 1901. Ogni anno il popolo sardo ripete la solennità del ricordo, si rinnova il messaggio di pace e di riscatto sociale e spirituale ispirato al Princeps pacis, la speranza è viva e condivisa.

Si chiude anche la 119° edizione della Festa del Redentore. Si conferma un appuntamento di grandissima importanza religiosa, molto atteso anche dai tanti visitatori italiani e stranieri interessati a conoscere tutti i risvolti della festa nuorese.

La città attende sempre con attenzione e tante aspettative l’appuntamento di fine agosto, vive questa centralità con l’orgoglio di mostrare sempre qualcosa di unico e inimitabile: “l’appartenenza intima e spirituale ad una fede millenaria assieme al patrimonio di cultura popolare ancora autentico e originale”.

Leonardo Moro

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