domenica 20 ottobre 2019, Aggiornato alle 22:40
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Polemica sulla festa Redentore: Liberu contro la sfilata della Brigata Sassari

 

Stop degli indipendentisti alla banda della Brigata Sassari alla festa del Redentore il 25 agosto, quando a Nuoro sfileranno tutti i costumi della Sardegna.

“A meno di un anno dalle elezioni comunali, la giunta Soddu decide di far partecipare la banda della Brigata Sassari alla sfilata del Redentore – scrivono i dirigenti di Liberu della sezione Paschedda Zau di Nuoro. Una scelta che rivela un mero calcolo di opportunità politica e la subalternità agli alti comandi, da parte di una giunta che si era spacciata come quella del ‘cambiamento’. Far sfilare una banda di un corpo militare insieme agli abiti tradizionali dei paesi dell’intera Sardegna rientra a pieno titolo in quell’operazione di mercificare ad uso commerciale e imbastardire le tradizioni secolari di un intero popolo e sminuisce una delle feste più sentite dai cittadini nuoresi”.

I dirigenti di Liberu credono che “qualsiasi operazione che voglia ridurre la nostra cultura a bene svendibile a fini turistici o spendibile per carriere politiche vada combattuta in maniera chiara e decisa”.

Per gli indipendentisti “la scelta di mettere in vetrina la Brigata Sassari non serva per ridare una riverniciata nazional-popolare ad un operazione fallimentare che avrebbe dovuto “risollevare le sorti dell’economia nuorese.

Ma a un anno e più dalla consegna della caserma di Prato Sardo – concludono i dirigenti di Liberu – è chiaro a tutti che non è giunto alcun beneficio all’economia del territorio, a fronte della spesa di ben 12 milioni di euro, pagati dalle casse comunali e regionali, per regalare la caserma all’esercito”.

2 Responses

  1. Alessandro

    Dimonios é l’anima della Saldinia e dei sardi popolo fiero e mai domo. Chiunque lo contesti o non é sardo o é un sardo svenduto alla politica
    Alessabdro

  2. Tore

    Non so se i soldi spesi siano poi quelli enumerati da tali diregenti di Liberu, ma a occhi ingenui quali i miei, tutta la manovra dello scambio delle due aree da parte del Comune e dell’Esercito, stranamente mi sembra conveniente per gli interessi di Nuoro. Da una parte abbiamo diversi ettari in pieno centro a Nuoro e dall’altra un’area abbandonata in campagna, o al massimo destinata a pascolo. Seppur nelle vicinanze dell’area industriale di Prato Sardo.In ogni caso, nessuno si aspettava che la presenza dei militari (oltretutto non ancora nel numero previsto) avrebbe rivoluzionato la situazione economica di Nuoro ma il far capire che non sia di nessun beneficio equivale a dire che la chiusura della sede della Banca d’Italia di Nuoro, così come il ridimensionamento di altri uffici non abbiano causati tutti questi danni. Insomma, un ulteriore esempio dei ragionamenti bizzarri di tali personaggi, dediti a soluzioni immaginifiche e immaginarie all’economia della Sardegna. Che avrebbe invece bisogno di ragionamenti economici più simili a quelli fatti dalla domestica di Vigevano (o di Macomer, per esempio), e quindi con tante piccole scelte occulate, piuttosto che di scorciatoie ideologiche fini a se stesse. Chiedere a quelli di La Maddalena per conferma.

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