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Bosa. L’assessore promette: “l’ospedale non si tocca” ma i dubbi rimangono

L'assessore regionale alla Sanità Nieddu

Ci si aspettava una partecipazione maggiore della gente per discutere sul futuro dell’ospedale di Bosa, soprattutto per l’occasione ghiotta della presenza dell’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, accompagnato dai consiglieri regionali Annalisa Mele e Francesco Mura. A partecipare alle tre ore di dibattito serrato c’erano comunque tutti i diretti interessati. Il “cahier de doleances” principale è stato illustrato da Alfonso Marras, consigliere regionale, ma anche consigliere comunale di Bosa: attrezzature, come la TAC, inadeguate, mancanza di personale nel Pronto Soccorso, che, nelle ore notturne, può solo usufruire dell’opera del medico di turno in medicina, liste di attesa lunghissime, 118 sguarnito e molto altro. Secondo Marras l’istituzione dell’ATS ha mortificato i territori periferici ed è mancata la programmazione. Silvio Tanda, chirurgo e rappresentante della CIMO, ha sottolineato la gravità della chiusura notturna dei laboratori con conseguente invio dei prelievi ad Oristano, con tutti i ritardi del caso, ma, soprattutto, ha lamentato la mancanza di personale medico e la riduzione dei tipi di intervento nella struttura, come la chirurgia della mammella e quella di urgenza, oltre che la mancanza di alcuni strumenti basilari. La mancanza di medici, per mancata programmazione è stata sottolineata anche da Gian Luigi Mastino, direttore di medicina. L’imputato maggiore, in molti interventi, è l’ATS che, secondo il sindaco Pier Franco Casula, tende all’accentramento, trascurando i problemi della periferia, con la conseguenza che, nell’ospedale di Bosa, non c’è un reparto tranquillo. Sempre secondo Casula si ha la necessità che vengano fugati i dubbi su una trasformazione dell’ospedale di Bosa in qualcos’altro, come sembrerebbe. Qualche critica è volata anche verso il responsabile del territorio Mariano Meloni il quale, a sua volta, ha detto di aver fatto il possibile e di creder che l’ospedale di Bosa debba rimanere in piedi. Nel suo intervento finale l’assessore Mario Nieddu ha tentato di tranquillizzare i presenti. Secondo Nieddu l’intenzione è di ripartire dalla ricostituzione delle ASL, soprattutto però dopo aver ascoltato le esigenze del territorio, in questo senza modelli precostituiti, ma vagliando le esigenze delle varie zone. Per quanto riguarda Bosa Nieddu ha riferito di aver trovato una ottima struttura che, non solo non deve chiudere, ma deve essere implementata.

Secondo l’assessore l’ospedale di Bosa è situato in una zona disagiata ed ha una importanza strategica per la Planargia, Montiferru e Marghine, in una zona dove insiste un turismo di riguardo. L’assessore ha dato notizia anche della istituzione di borse regionali per la formazione universitaria di specialisti, oggi gravemente mancanti nell’isola.

Pier Gavino Vacca

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