martedì 7 luglio 2020, Aggiornato alle 9:06
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Sanità. Scongiurata la chiusura dei reparti di Medicina interna a Ghilarza e Bosa

Bosa, Ospedale civile (foto S.Novellu)
Bosa, Ospedale civile (foto S.Novellu)

 

Proseguirà regolarmente l’attività delle Unità operative di Medicina Interna dell’ospedale Delogu di Ghilarza e del Mastino di Bosa. Grazie allo sforzo congiunto della ASSLdi Oristano e dell’Assessorato della Sanità e al contributo dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, il servizio sarà garantito per l’intero mese di agosto. Saranno tre i medici, provenienti rispettivamente dal reparto di Medicina Interna del San Martino di Oristano, dalla AOU di Sassari e dal Brotzu, che permetteranno di completare i turni al Delogu, in sostituzione di altrettanti sanitari la cui improvvisa assenza – sommata al periodo di ferie che obbligatoriamente devono essere concesse al personale – aveva reso estremamente difficoltoso il completamento dei turni per il mese di agosto.

Al Mastino di Bosa arriverà il rinforzo del personale medico per sopperire tre assenze per malattie.

Al momento, nonostante siano state percorse tutte le strade e le possibili soluzioni giuridiche per assicurare la prosecuzione anche dell’attività del Pronto Soccorso di Ghilarza, non è possibile garantire la copertura dei turni, essendo in servizio un solo medico sui due necessari, per cui dal 6 al 25 agosto, l’attività dovrà essere sospesa.

«Ringrazio tutte le persone che in questi giorni hanno lavorato intensamente per arrivare a questa soluzione – ha dichiarato il direttore ATS-ASSL Oristano Mariano Meloni – l’assessore Mario Nieddu e gli attori istituzionali che hanno contribuito a questo risultato, il direttore dei Presidi ospedalieri Sergio Pili, dell’ospedale di Ghilarza Serafino Ponti, della AOU di Sassari Nicola Orrù e del Brotzu Paolo Cannas. Un ringraziamento particolare va ai direttori dei reparti e a tutti i medici che con grande impegno e notevole sforzo personale garantiranno la prosecuzione delle Unità di Medicina di Ghilarza e Bosa».

«La carenza di medici – commenta l’assessore Mario Nieddu – sta mettendo a dura prova i nostri presidi su tutto il territorio. In questo caso specifico il quadro si è complicato a causa di alcune assenze per malattia. Una situazione che, al momento, non consentirà di garantire la continuità al servizio di pronto soccorso ma che non ci ha fatto desistere dal mettere in campo ogni strumento a disposizione, tra cui un piano delle emergenze per il reclutamento di personale attraverso contratti libero professionali. Oggi, evitando la chiusura temporanea del reparto di Medicina Interna, riusciamo a dare una risposta positiva ai cittadini e continueremo a cercare soluzioni per anticipare la riapertura del pronto soccorso».

«Il mio ringraziamento – prosegue – va a chi si è impegnato in prima persona per la soluzione di questa emergenza, al presidente della Commissione Sanità, l’on. Domenico Gallus, al direttore dell’AOU Sassari, Nicola Orrù, al commissario del Brotzu, Paolo Cannas, e ai direttori delle strutture complesse da cui arriveranno i rinforzi al presidio di Ghilarza, al direttore dell’Assl di Oristano, Mariano Meloni, e ai direttori degli ospedali San Martino e Delogu, Sergio Pili e Serafino Ponti, nonché a tutti i medici che presteranno servizio per garantire la copertura dei turni». Un segnale importante non solo per Ghilarza, ma per tutti i comuni del Guilicier e del Barigadu.

«Le criticità che stiamo affrontando in ambito sanitario sono profonde. Scontiamo i problemi di una pesante eredità – precisa l’assessore della Sanità – ma l’attenzione per il territorio resta alta. Dopo aver scongiurato l’interruzione delle attività dei reparti di Ortopedia e Ginecologia dell’ospedale di Lanusei e della Neurochirurgia, a Nuoro, rispondiamo ancora una volta con lavoro e impegno per garantire i diritti dei cittadini sardi. Oggi interveniamo per tamponare le emergenze, ma siamo già al lavoro per portare quelle risposte strutturali che consentano di non dover rivivere più situazioni come quelle che la sanità sarda sta attraversando oggi».

 

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