domenica 25 agosto 2019, Aggiornato alle 16:01
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Asasp, “stragismo” del weekend sta tornando

Carabinieri sul luogo dell'incidente
Carabinieri sul luogo dell'incidente

 

Lo “stragismo” del fine settimana “sta tornando”. A lanciare l’allarme è Giordano Biserni, presidente Asaps, che pur riconoscendo un calo complessivo degli incidenti mortali nelle cosiddette “stragi del sabato sera” osserva un “pericoloso campanello d’allarme”, una tendenza al rialzo che “ci rituffa nel passato”.

Nel 2001, secondo dati dell’Asaps, “nelle sedici ore maledette che vanno dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica, si contavano 917 morti”. Poi, “con la patente a punti, con le leggi più severe nel contrasto all’alcol alla guida fino alla confisca del mezzo, con la distribuzione degli etilometri, con l’impegno forte della Stradale e delle altre forze di polizia, con le campagne di comunicazione mirate si era arrivati addirittura sotto quota 300 vittime”. Si risale però da questo minimo già nel 2017, osserva l’associazione, con 338 morti registrati. Solo in Romagna “negli anni ’90 si perdevano circa 25-30 ragazzi all’anno per le cosiddette stragi del sabato sera. Ultimamente eravamo scesi a 5-6 ragazzi all’anno. Sempre tanti, ma in netto calo”. Ora, sottolinea Biserni, «con quattro giovani morti in un colpo solo in una notte, a Cesena, la tendenza potrebbe tornare in risalita».

E tra l’altro, osserva, «sembra quasi ci sia un ritorno alla mortalità su riviera romagnola e veneta, in quelle che erano appunto le regioni d’elezione delle stragi del sabato sera».

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