sabato 19 ottobre 2019, Aggiornato alle 16:21
Home > CRONACA, POLITICA E ATTUALITÀ > Curava i malati di tumore con gli ultrasuoni: rinviato il processo per la dottoressa accusata di omicidio colposo

Curava i malati di tumore con gli ultrasuoni: rinviato il processo per la dottoressa accusata di omicidio colposo

I Carabinieri mentre sequestrano le apparecchiature mediche
I Carabinieri mentre sequestrano le apparecchiature mediche dallo studio della dottoressa

Il Pm Gualtiero Battisti della Procura della Repubblica di Lanusei ha chiesto il rinvio a giudizio della dottoressa di Tertenia Alba Veronica Puddu, indagata per omicidio doloso, omicidio volontario, circonvenzione di incapace, truffa aggravata e lesioni colpose aggravate per aver curato dei pazienti affetti da tumore con metodi alternativi, quali gli ultrasuoni.

L’indagine è partita dopo un servizio-inchiesta trasmesso il 19 novembre 2107 da Le Iene su Italia 1, in cui venivano segnalati casi di malati oncologici che avevano abbandonato le terapie tradizionali per quelle proposte da Alba Veronica Puddu, come ultrasuoni, radiofrequenze e rivitalizzazione del sangue, tipologie di trattamenti il cui ambito tipico di applicazione sarebbe quello della medicina diagnostica o estetica.

Cure che non avrebbero prodotto alcun effetto positivo sui malati, anzi in due circostanze ne avrebbe provocato la morte. La consulenza medico-legale, richiesta dal Pm ed eseguita dal professor Marco Di Paolo dell’Università di Pisa e dall’oncologo Pierfranco Conte dell’Istituto Oncologico di Padova, ha escluso il nesso di causalità tra la condotta della dottoressa Puddu e i decessi, ma è stato accertato che i cicli di “cure” praticati ai pazienti erano del tutto inutili e nel 2018 la Procura di Lanusei aveva sequestrato e sigillato nello studio di Tertenia della professionista parte della sua strumentazione medica – la dottoressa esercitava anche come guardia medica – tra cui ecografi e apparecchiature ad ultrasuoni, ma anche computer, dispositivi informatici e telefonici, agende, documentazione. Nel maggio 2018 il Gip Francesco Alterio aveva interdetto la donna dall’esercizio della professione medica (APPROFONDISCI). Ma prima ancora era stata sottoposta al procedimento disciplinare da parte dell’ordine dei medici di Nuoro. Ora la richiesta di processo formulata dalla Procura su cui dovrà pronunciarsi lo stesso giudice.

Lascia un commento