Galtellì. Il Venerdì Santo animato dai Sos Cantores de Garteddi sarà vissuto come cento anni fa

martedì 25 giugno 2019, Aggiornato alle 16:46
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Galtellì. Il Venerdì Santo animato dai Sos Cantores de Garteddi sarà vissuto come cento anni fa

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In occasione della Settimana Santa Sos Cantores de Garteddi si apprestano ad animare le funzioni del Venerdì Santo.

Sarà un’occasione particolare per la comunità religiosa galtellinese perché si tratterà, sotto molti aspetti, di un ritorno a quello che era (e speriamo d’ora in poi sarà) il vivere la Fede popolare.

A Galtellì la quasi totalità dei riti paraliturgici sono di tradizione orale, vengono tramandati di padre in figlio attraverso l’attività delle locali Confraternite, ma nel corso degli anni hanno subito, vuoi per l’adeguarsi dei tempi, vuoi per ragioni di tipo canonico, variazioni che hanno rischiato di far sparire alcune funzioni paraliturgiche alle quali la popolazione era ed è particolarmente legata.

Grazie alla supervisione e alla preziosa collaborazione del parroco, Don Ruggero Bettarelli, quest’anno Galtellì potrà rivivere il Venerdì Santo così come veniva officiato quasi cento anni fa.

Ciò sarà possibile sia grazie alle numerose testimonianze che in quasi trent’anni di attività si è riusciti a raccogliere, derivate dalla memoria degli anziani che da bambini parteciparono a questi riti in vigore fino agli anni 50, sia grazie ad una prova incontrovertibile grazie alla scoperta di un articolo del 1937 della rivista di cultura Lares, la quale, a firma di Luigi Deffenu, pubblicò un articolo risalente a uno studio effettuato nei primi anni venti, ove viene descritto minuziosamente, e senza la possibilità di interpretazioni, il rito de “S’Iscravamentu” galtellinese.

Il passo successivo de Sos Cantores de Garteddi è stato quindi il ripristinare la “pesantissima Croce” con le relative scale, e fornire la parrocchia di teli viola che dalla Quinta domenica di Quaresima coprono le statue, anche questa usanza era oramai caduta in disuso e ripristinata dal Sacerdote. Sul piano del Canto di Tradizione Orale, verranno seguiti tutti i canti della liturgia della Croce e del successivo rito de S’Iscravamentu. Questo anche grazie all’inserimento di diversi giovani che con passione ed impegno fanno ormai parte in pianta stabile dell’organico de Sos Cantores.

L’esecuzione coinvolge particolarmente i componenti dell’Associazione, sia per un senso di appartenenza ad una comunità religiosa, sia perché consci di avere la certezza di dare voce ed espressione a dei sentimenti di partecipazione e commozione collettiva, vivendo in primo luogo una intensa e gratificante esperienza musicale, insieme alla consapevole volontà di tenere viva una rilevante tradizione ultrasecolare del paese.

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