giovedì 21 marzo 2019, Aggiornato alle 12:51
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Guerra del latte. Pastori: pronti a sederci a tavolo col Prefetto

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Se non ci saranno gli industriali annulleremo i contratti per il conferimento

Nonostante l’assenza degli industriali sardi, che non si sono presentati al confronto convocato a Roma, i pastori sono “ancora disponibili” a presentarsi al tavolo che sarà convocato dal prefetto di Sassari: “speriamo il prima possibile, per ripresentare la nostra piattaforma” – scrive in una nota la delegazione dei pastori che ha partecipato al tavolo del ministero delle Politiche Agricole e che ringrazia le istituzioni nazionali e regionali che hanno avviato la trattativa, “che ha subito un grave arresto per colpe non imputabili al loro impegno”.

“Se gli industriali dovessero continuare a snobbare i tavoli di confronto, ci troveremo costretti a chiedere l’annullamento dei contratti in essere per la palese violazione dell’art. 62, comma 2 del D.L. n. 1 /2012 che ‘vieta qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi compresi prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione'”.

“Il comportamento degli industriali è inqualificabile” – prosegue. “In una situazione di emergenza economica e sociale in cui le aziende di ovini stanno mettendo a rischio non solo il reddito di quest’anno, ma anche il loro capitale di bestiame per colpe legate alla mancata programmazione da parte dei trasformatori e in particolare degli industriali che sono responsabili del 60% della sovrapproduzione di Pecorino Romano, si permettono di non partecipare al tavolo dopo aver fatto una proposta che prevedeva un miserabile aumento dell’acconto a 72 centesimi senza alcuna garanzia di una griglia che porti il prezzo rapidamente ad almeno un euro come approvato da più di mille allevatori nell’incontro di Tramatza”.

“Ci siamo seduti al tavolo portando una proposta ragionevole che si articolava su due punti: punto A, riferito esclusivamente alla campagna in corso; punto B riferito alla programmazione delle campagne future.  Il tutto prevedeva un percorso da concordare con gli industriali per legare il prezzo del latte al prezzo del Pecorino Romano considerando che a seguito degli interventi del Ministero degli Interni e dell’Agricoltura, della Regione Sardegna e del Banco di Sardegna sono attesi forti incrementi delle quotazioni nei prossimi mesi”.

“Non l’abbiamo neppure potuta discutere perché gli industriali non si sono presentati – incalzano. Questo atteggiamento dilatorio non danneggia solo i pastori ma tutta la filiera perché di fatto rallenta l’avvio delle misure di sostegno del comparto. Dunque oltre al danno della mancata programmazione dell’anno scorso gli industriali perseverano a provocare danni all’economia della Sardegna”.

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