domenica 19 maggio 2019, Aggiornato alle 11:03
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Guerra del latte. A Bortigali manifestazione e dibattito sulle problematiche dei pastori

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Un momento della manifestazione a Bortigali (Foto P.G.Vacca)
Un momento della manifestazione a Bortigali (Foto P.G.Vacca)

 

Anche a Bortigali si è tenuta una manifestazione di protesta per il prezzo del latte. Niente però latte versato per la strada, urla o, men che meno, assalti mascherati a camion che trasportano derrate alimentari. Nella piazza sotto l’edificio comunale, su iniziativa del sindaco Francesco Caggiari, veterinario che conosce molto bene il mondo delle campagne, si è svolto un civile dibattito alla fine del quale, come segno di protesta, è stato distribuito il latte a chi lo richiedeva e, quello rimasto, sarà lavorato e trasformato in formaggio per essere poi donato a qualche istituto. Una manifestazione tranquilla dunque, e non poteva essere altrimenti visto che Bortigali è la sede di una gloriosa cooperativa, già dal 1907, nata per contrastare l’ingordigia degli industriali caseari che, nella vicina Macomer, vessavano i pastori. Negli ultimi anni la cooperativa ha pagato il latte in media un euro al litro, ma, quest’anno sarà costretta a pagare di meno, forse una cifra vicina a quella contestata. In tutto il circondario del Marghine si sono svolte manifestazioni con abbondanza di liquido versato. Ora, pare, in molti paesi si esporrà un lenzuolo bianco alle finestre.

Bortigali: protesta del latte

Tuttavia, al di la delle manifestazioni plateali, mancano i momenti di riflessione su che cosa fare e chi lo deve fare. Come, per esempio, evitare le sovrapproduzioni, o almeno indirizzarle su altro che non sia il pecorino romano. Come evitare che il prezzo del pecorino romano condizioni il prezzo del latte anche a chi produce altri tipi di formaggio. Come evitare la pluralità di soggetti che commercializzano il prodotto e abbassano il prezzo. Come e dove realizzare un accordo di filiera che salvaguardi gli interessi di tutti, pastori e trasformatori. Dove trattare un accordo: a Roma, dove già il presidente Conte ha detto che non saranno possibili aiuti di stato, o a Cagliari dove la Regione è già in forte ritardo su questa vicenda.

Pier Gavino Vacca

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