Al via il 16 febbraio l’edizione 2019 del “Carrasegare macumeresu”

Salvatore

Al via il 16 febbraio l’edizione 2019 del “Carrasegare macumeresu”

sabato 19 Gennaio 2019 - 13:03
Al via il 16 febbraio l’edizione 2019 del “Carrasegare macumeresu”

Carnevale

Torna “Carrasegare macumeresu”, un appuntamento che, da qualche tempo a questa parte, sta riprendendo una tradizione dimenticata fino agli anni 90. E dire che gli antichi viaggiatori descrivevano i macomeresi come festaioli.

Per volontà di un pool di associazioni il Carnevale di Macomer sta diventando costante. Le fasi sono state presentate in conferenza stampa, con la benedizione del sindaco Succu, dall’assessore alla cultura Tiziana Atzori e le associazioni promotrici tradizionalmente. In primis la Pro Loco, l’associazione “Macomente”, l’Associazione Cavalieri e la Cooperativa Esedra.

Le manifestazioni cominceranno il 16 febbraio con la sfilata delle maschere tradizionali curata dalla Pro Loco. È prevista la partecipazione dei Krampus, diavoli che girano intorno a San Nicola, di marca austriaca, provenienti dal Trentino, dei Busò una sorta di mamutones ungheresi, figura presente in tutta Europa sotto vari nomi. Sfileranno anche S’Urtzu e Su Mamulada di Seui, i Boes e Merdules Betzos di Ottana, i Corriolos di Neoneli e, naturalmente, Donna Zenobia di Macomer. Anche S’Urtzu e i Boes fanno parte di figure comuni a tutta l’Europa.

I ragazzi della associazione Macomente promuovono, per il 2 marzo la sfilata di carri allegorici. Anticamente a Macomer, durante il Carnevale, avveniva una sfilata di carri, trainati da buoi, dove era assolutamente proibito alle donne salire. L’Associazione Cavalieri curerà invece la corsa “a puddas”, dove i cavalieri in corsa tenteranno di afferrare una gallina appesa, rigorosamente di pezza, un tempo vera. Gli stessi organizzano la pentolaccia a cavallo.

Dal 16 febbraio, fino al 17 marzo, la Cooperativa Esedra curerà, presso Casa Attene, una mostra di maschere tradizionali intitolata “Carrasegare. Identità nascoste”.

Il Carnevale di un tempo, a Macomer, contemplava, tra l’altro, i balli in piazza, che poi si trasformarono nelle serate danzanti del mitico Salone Cinema Verdi, dove si poteva gustare la testina di agnello arrosto, leccornia che attirò persino il Prefetto dell’epoca. Comune, sempre per il Carnevale, era la pantomima del matrimonio.

Pier Gavino Vacca

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