La Sardegna ultima per i servizi sanitari. L'opposizione Regionale ad Arru: "ti devi dimettere"

martedì 25 giugno 2019, Aggiornato alle 16:46
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La Sardegna ultima per i servizi sanitari. L’opposizione Regionale ad Arru: “ti devi dimettere”

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Nuoro, il pronto soccorso dell'Ospedale S.Francesco (foto S.Novellu)
Nuoro, il pronto soccorso dell'Ospedale S.Francesco (foto S.Novellu)

Arru replica: “basta ai commenti superficiali e poco informati”

Nella valutazione condotta dal Crea (Consorzio Per La Ricerca Economica Applicata In Sanità), la Sardegna risulta essere il fanalino di coda in termini di servizio sanitario regionale.  Il centro studi dell’Università di Roma Tor Vergata inoltre registra un forte gap tra Nord e Sud. Secondo la ricerca, prime per performance si piazzano le Province autonome di Trento e Bolzano, seguite da Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto. Sicilia, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria sono nell’area “critica”. Infine nel ranking dei Servizi Sanitari Regionali (Ssr), in una posizione intermedia si posizionano Valle d’Aosta, Marche, Liguria, Umbria, Piemonte, Lazio, Abruzzo.

Il divario fra Nord Sud, si legge nel fascicolo emerge specialmente con “le regioni del Nord-Est del Paese”, ovvero laddove sono più sviluppate politiche di integrazione fra Sanità e Sociale. La gravità dei dati sta nel fatto che la Sardegna, il cui servizio sanitario nel 2017 aveva avuto prestazioni nella media, retrocede in tutti sensi.

L’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru contesta il metodo di valutazione utilizzato per la ricerca: «Il documento riguarda l’utilizzo di indicatori che valutano non la qualità professionale, ma la performance misurata secondo il parere di un panel di 100 componenti, in particolare sono stati utilizzati indicatori quali Sociale, Equità (che misura, ad esempio, la percentuale delle famiglie impoverite a causa di spese sanitarie out of pocket); esiti, ovvero il sistema nazionale di valutazione dell’efficienza delle cure. Lo studio tiene conto inoltre della valutazione dell’appropriatezza delle cure, in particolare riferita ai pazienti con infarto del miocardio trattati con angioplastica entro le 48 ore. A questo si aggiunge la percentuale dei DRG (sistema di valutazione comparativo del costo delle prestazioni sanitarie) dei pazienti ricoverati in ospedale con degenza potenzialmente inappropriata. Gli ultimi due indicatori, infine, si riferiscono all’innovazione (uso fascicolo sanitario elettronico, consumo di farmaci pro-capite), e a fattori economici ed economico finanziari, come il disavanzo pro-capite. La maggior parte dei dati si riferisce al periodo 2015 -2016, precedente cioè alla riforma della rete ospedaliera, all’istituzione della Ats e della centrale unica d’acquisto». Infine l’assessore ha ricordato che  che gli stessi parametri della ricerca cambiano di anno in anno, non è dunque possibile un confronto sulle posizioni in classifica rispetto ai periodi precedenti.

In realtà la ricerca è multi-dimensionale ovvero prende in considerazione diverse dimensioni: sociale, esiti, appropriatezza, innovazione e economico finanziaria. Allo stesso tempo è anche multi-prospettiva, ovvero “media” le valutazioni di diversi stakeholder del sistema, ovvero utenti, management aziendale, professioni sanitarie, istituzioni e industria medicale.

Su questi presupposti attacca l’opposizione consiliare regionale: Si conferma ciò che gli operatori sanitari sardi e i loro pazienti sanno già  benissimo, e cioè che il livello dell’assistenza sanitaria nell’isola è ormai scaduto in modo inaccettabile». Cosi’ i consiglieri regionali dei Riformatori, Michele Cossa, Attilio Dedoni e Luigi Crisponi, che in una nota chiedono le dimissioni dell’assessore alla Sanitaà, Luigi Arru. «Con arroganza e presunzione- continuano i consiglieri di minoranza- si è provveduto allo smantellamento della rete assistenziale sarda, ignorando qualsiasi misurazione e razionalità della spesa, ci si è riempiti la bocca di roboanti annunci, che in nessun modo soddisfano le esigenze di qualità della nostra Sanità.

«Dopo il malessere che in questi anni si è sollevato dai territori contro una riforma della sanità ingiusta e che ha fortemente penalizzato i cittadini, demotivato il personale sanitario e peggiorato di gran lunga la qualità dei servizi, ora arriva l’ennesima bocciatura per le politiche sanitarie attuate in questi anni dalla giunta regionale.

Non ci poteva aspettare altro dopo una riforma che ha tagliato in maniera pesantissima le dotazioni ai reparti, i posti letto e i servizi nei territori di periferia e più disagiati e colpendo in maniera forsennata le fasce più deboli della popolazione. Un fallimento completo di riforme sbagliate che saranno sonoramente bocciate dai sardi con il voto del prossimo anno» conclude Marcello Orrù consigliere regionale gruppo Fratelli di Italia Sardegna.

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