Delitto Monni-Masala. Intercettazioni: il processo Cubeddu a Nuoro potrebbe ripartire da zero

mercoledì 22 maggio 2019, Aggiornato alle 17:06
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Delitto Monni-Masala. Intercettazioni: il processo Cubeddu a Nuoro potrebbe ripartire da zero

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L'imputato Alberto Cubeddu durante il processo
L'imputato Alberto Cubeddu durante il processo

 

Dopo uno stop di oltre due mesi è ripreso a Nuoro il processo a carico di Alberto Cubeddu, il 22enne di Ozieri accusato degli omicidi dello studente di Orune Gianluca Monni, 19 anni, e di Stefano Masala, 29 anni di Nule, avvenuti tra il 7 e l’8 maggio 2015. Uno stop dovuto alla richiesta di altro tempo da parte dei tre periti incaricati dalla Corte d’assise per trascrivere tutte le intercettazioni ambientali.

Il processo stamani è ripreso proprio dalle trascrizioni consegnate dai periti. Ed è stata subito battaglia tra la difesa di Cubeddu, rappresentata da Mattia Doneddu e Patrizio Rovelli, e il collegio degli avvocati della Parte civile.

I difensori dell’imputato hanno chiesto di ascoltare in aula due consulenti di parte, l’esperta di lingua sarda Mara Antonietta Piga e il fonico Walter Marcialis, per chiarire due passaggi delle trascrizioni ambientali – a detta dei legali – non correttamente tradotte dai periti della Corte. Una richiesta, quella della nomina di Marcialis (che ha sostituito un altro consulente), a cui si sono opposte le parti civili e la Pm Emanuela Porcu, che sulla nomina ha sollevato due eccezioni di inammissibilità. Eccezioni rigettate dalla Corte d’Assise – presieduta da Giorgio Cannas, a latere Federico Loche – che ha proceduto all’ascolto del fonico e della linguista.

La difesa di Cubeddu punta a minare la credibilità delle trascrizioni dei tre periti. Marcialis ha sostenuto in aula che per poter accertare il contenuto delle intercettazioni fosse necessario trasferire i file in un altro formato, cosa che i tre periti non avrebbero fatto. Il Pm ha però opposto un confronto con i professionisti, i quali hanno prodotto i supporti informatici utilizzati per l’ascolto, sostenendo quindi la validità del lavoro svolto.

Sul dibattimento pende ancora la rinnovazione del processo, che così ripartirebbe da zero, per via del congedo per maternità della giudice a latere Antonella Useli Bacchita. Il nodo si scioglierà nella prossima udienza del 28 giugno, quando le parti decideranno se prestare il loro consenso per le prove già acquisite finora e quindi continuare il dibattimento, o se negarlo.

 

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