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Cultura sarda in lutto: si è spento a 78 anni l’antropologo Giulio Angioni

L'antropologo Giulio Angioni alla Fiera del libro di Macomer (foto-S.Novellu)
L'antropologo Giulio Angioni alla Fiera del libro di Macomer 2016 (foto-S.Novellu)

Per Cronache Nuoresi era intervenuto con alcuni pezzi importanti sui maltrattamenti dei bambini in Barbagia e gli attentati di presunta matrice mafiosa nell’Isola

Restanti

Resuscitiamo i morti
con foto e audiovisivi
e il passato rivive
da sembrare che morte non dissolva. 

La gente di una volta lo sapeva
come tenere vivi i propri morti,
lari e penati in stretta convivenza
che stavano qui in casa
là nella stanza buona,
li potevi pensare
a fare un pisolino dopo pranzo
o al lavoro in campagna
o in viaggio e poi ritornano,
la notte custodivano la casa
stavano insieme a noi
o felici o scontenti come noi

nell’hora mortis nostrae ci accoglievano
per essere all’altezza del morire.

Così l’antropologo e intellettuale Giulio Angioni ha salutato, per l’ultima volta, attraverso Facebook, amici, familiari e i tanti che ne apprezzavano la scrittura. La malattia in poco tempo lo ha divorato fino a portarlo via questa mattina alle 10.00.

Intellettuale pungente, Angioni era docente di Antropologia Culturale all’Università degli Studi di Cagliari, allievo e collaboratore di Ernesto de Martino e di Alberto Mario Cirese, è un esponente della Scuola antropologica di Cagliari. Si è formato anche in Germania come Stipendiat della Alexander von Humboldt Stiftung, ha insegnato anche in Francia alla Università di Provenza (Aix) ed è fellow del St Antony’s College dell’Università di Oxford.

Nato a Guasila il 28 ottobre 1939, è stato particolarmente apprezzato per le sue ricerche sul mondo contadino, un mondo da cui Angioni proveniva e da cui hanno origine i suoi studi di antropologia delle tecniche, con lavori di documentazione quali, tra l’altro, Rapporti di produzione e cultura subalterna. Contadini in Sardegna, 1974; Sa laurera. Il lavoro contadino in Sardegna, 1976; I pascoli erranti: antropologia del pastore in Sardegna, 1989.

Ha trattato, inoltre, questioni dell’identità locale, regionale, nazionale, europea, globalizzata. Alla produzione saggistica e alla collaborazione con riviste specialistiche ha affiancato quella di pubblicista, collaborando a quotidiani e periodici.

Per noi di Cronache Nuoresi è intervenuto di recente con alcuni pezzi importanti sui maltrattamenti dei bambini in Barbagia e gli attentati di presunta matrice mafiosa nell’Isola.

Angioni è stato soprattutto uno scrittore. Nelle sue numerose opere di narrativa racconta spesso del cambiamento antropologico ancora in via di laborioso svolgimento in luoghi come la sua isola. Come narratore ha esordito nel 1978 con la raccolta di racconti A fogu aintru/A fuoco dentro. Dopo è una serie di romanzi, che spesso hanno al centro la mitica Fraus, l’universo letterario in cui si organizzano e si sviluppano vicende del suo raccontare o dove alcune opere rimandano come luogo di origine dei suoi personaggi. Tra i suoi romanzi Le fiamme di ToledoAssandiraDoppio cieloL’oro di Fraus.

Assieme a Sergio Atzeni e Salvatore Mannuzzu, Angioni è considerato uno dei principali protagonisti della letteratura sarda recente.

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