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Firino sull'aumento delle tasse universitarie: «le nostre tra le più basse d'Italia»

L'incontro con Pigliaru e l'assessore Firino (© foto S. Meloni)
L'incontro con Pigliaru e l'assessore Firino (© foto S. Meloni)
L'incontro con Pigliaru e l'assessore Firino (© foto S. Meloni)

L’assessore Firino con Pigliaru a Nuoro (© foto S. Meloni)

L’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione replica alle polemiche sull’aumento delle tasse universitarie

L’adeguamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario non è una scelta della Giunta regionale, ma un obbligo di legge a cui la Sardegna provvede per ultima, con un ritardo di oltre 2 anni.

«Fino all’ultimo abbiamo lavorato per riuscire ad ottenere una deroga che, per ragioni di equità nazionale, ci è stata infine negata – afferma l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Claudia Firino. Con i rappresentanti degli studenti abbiamo fatto un ragionamento serio, fin dall’inizio dell’anno accademico, quando abbiamo aumentato i fondi destinati alle borse di studio di 2 milioni, testimoniando così la discontinuità rispetto al passato e l’attenzione di questa Giunta verso il diritto allo studio».

«In linea con le azioni già intraprese – prosegue Firino – ricordando che la Sardegna mantiene comunque le tasse universitarie più basse d’Italia e che i maggiori introiti delle tasse finanzieranno all’incirca nuove 600 borse di studio ERSU, prevediamo di rafforzare, nella Finanziaria, il sistema degli esoneri, già molto più ampio rispetto a quello vigente in sede nazionale.
Ai 5200 studenti esonerati dal pagamento in quanto idonei a beneficiare di borsa di studio, si aggiungono oltre 6 mila studenti esonerati in ragione del reddito, inferiore a 25.000 euro lordi. È nostra intenzione elevare la soglia minima del reddito così da ampliare il diritto allo studio a un’ulteriore fascia di studenti? conclude l’assessore Firino».

«Nessun attacco al diritto allo studio e tanto meno agli studenti – replica ancora l’Assessore Firino alle accuse sull’aumento delle tasse universitarie. Il provvedimento raggiunge invece una maggiore equità, risolvendosi in un aggravio di 78 euro annui a carico degli studenti con redditi più alti, che finanzieranno oltre 600 borse di studio a favore di coloro che ne hanno più bisogno poiché il tetto delle esenzioni, che sarà ulteriormente esteso, è già molto ampio.

Il Rettore Giovanni Melis messo da me personalmente a conoscenza della situazione in ripetute interlocuzioni, queste cose dovrebbe conoscerle bene».

«Voglio da ultimo precisare – conclude l’Assessore –  perché non passi il sarcasmo di chi alle spalle dei sardi ha sparato davvero, soprattutto in tema di istruzione, con la precedente maggioranza, che la protratta inadempienza della Regione Sardegna, unica in tutta Italia, comportava il rischio concreto del ricorso da parte delle altre regioni a cui avremmo dovuto pagare anche gli arretrati per il mancato recepimento di una norma nazionale. I tentativi dell’Amministrazione regionale per ulteriori proroghe non sono mancati, ma non c’erano dunque più spazi di manovra, rischiando di risolversi in un boomerang».

«Nessuno strappo con il rettore dell’Università di Cagliari -, l’interlocuzione con il rettore Melis è infatti sempre costante e proficua, e lo è stata anche in questo caso. L’informazione non è dunque mai venuta meno, sebbene nella fase decisionale, trattandosi di un mero procedimento in adempimento a un decreto non più derogabile, gli uffici della Regione hanno dovuto procedere in celerità senza ulteriori coinvolgimenti in questa sofferta decisione che, in ogni caso, metterà risorse a disposizione per il diritto allo studio, al quale saranno devoluti anche ulteriori finanziamenti in sede di Legge Finanziaria».

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