La tematica degli usi civici torna al centro del dibattito a Orosei, alimentata da recenti sviluppi giurisprudenziali in Sardegna e dalle diverse visioni espresse dall’Amministrazione comunale, dal Partito Democratico locale e dai gruppi di minoranza in Consiglio comunale. Al centro della discussione vi è la necessità di dare risposte definitive a un contenzioso che si protrae da anni e che incide in modo rilevante sullo sviluppo urbanistico, economico e sociale del territorio.
LA SENTENZA SUL CASO DI SANT’ANTIOCO – Il dibattito ha ricevuto un forte impulso a seguito della sentenza n. 2/2026 del Commissario per gli Usi Civici per la Sardegna, che ha dichiarato l’insussistenza dei diritti di uso civico su alcuni lotti di terreno nella costa di Sant’Antioco. La pronuncia ha assunto un valore emblematico per l’Isola poiché si fonda su un’approfondita analisi storico-documentale — partendo dall’Editto delle Chiudende del 1820 e dalla Carta Reale del 1839 — offrendo un possibile precedente interpretativo per altre realtà comunali gravate da analoghi vincoli.

Elisa Farris
POSIZIONI IN CAMPO – L’Amministrazione comunale ribadisce la complessità di una vicenda che vede Orosei impegnata in una causa pendente davanti al Commissario per gli Usi Civici sin dal 2012. La Sindaca Elisa Farris ha evidenziato che l’accertamento è attualmente in corso in contraddittorio con gli enti competenti e che lo scorso 16 ottobre si è tenuta un’udienza apposita — alla quale ha partecipato insieme al legale del Comune, l’avvocato Daniele Succu — aggiornata al prossimo mese di febbraio.
La prospettiva istituzionale: Pur riconoscendo che la recente giurisprudenza possa rappresentare un elemento favorevole e un’occasione di confronto, l’Amministrazione sottolinea la necessità di una legge regionale che fornisca strumenti normativi chiari per esaminare le singole situazioni senza ricorrere a soluzioni generalizzate, bilanciando la tutela del patrimonio collettivo con le esigenze di cittadini e imprese.

Raffaele Marras
Il Circolo del Partito Democratico di Orosei – Il PD locale guarda con grande interesse alla sentenza su Sant’Antioco, ravvisandovi un’analogia con l’approccio sostenuto da anni dal partito e dai comitati locali (anche grazie agli studi storici curati dal Prof. Michele Carta).
L’analisi storico-documentale: Il circolo evidenzia come la vasta documentazione storico-giuridica consegnata all’assessorato regionale dell’Agricoltura nel gennaio 2026 debba essere esaminata con rigore.
La proposta: Il PD suggerisce la creazione di un gruppo multidisciplinare di esperti a livello regionale (comprendente storici, giuristi e archivisti) per valutare in modo specifico la documentazione presentata dai vari comuni, evitando che gli atti vengano accantonati senza una compiuta verifica.

Annalisa Lai e Giacomo Masala (foto S.Novellu)
I Consiglieri di Minoranza (Mozione e Interrogazione) – Una posizione più critica e pressante arriva dai consiglieri comunali di opposizione (Giacomo Masala, Annalisa Lai e Donatella Sannai), che attraverso una recente interrogazione e mozione formale hanno sollevato dubbi sull’operato dell’esecutivo.
I rilievi sull’inerzia: La minoranza lamenta una presunta stasi amministrativa e l’assenza di atti formali o solleciti urgenti indirizzati alla Regione dopo la presentazione delle memorie difensive.
Le richieste: I consiglieri chiedono all’Amministrazione di attivarsi con immediatezza per sfruttare il precedente giurisprudenziale di Sant’Antioco, pretendendo trasparenza sull’accesso agli atti e un impegno formale affinché la questione venga discussa urgentemente in Consiglio comunale.
Verso quali sviluppi? La vicenda rimane aperta e fortemente dinamica. Se da un lato l’ente comunale insiste sulla necessità di seguire rigorosamente i tempi e le sedi giudiziarie e istituzionali stabilite, dall’altro le forze politiche e la cittadinanza premono affinché il precedente di Sant’Antioco si traduca in un’opportunità concreta per liberare Orosei da un vincolo storico che condiziona il futuro del territorio.
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