Una svolta cruciale segna l’inchiesta coordinata dalla Procura di Nuoro sugli assalti ai portavalori e sul clamoroso colpo ai Monopoli di Stato di Pratosardo. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nuoro, Giovanni Angelicchio, ha rigettato la richiesta di proroga della misura cautelare avanzata dal Pubblico Ministero Ireno Satta, disponendo la rimessa in libertà di sette indagati a causa dell’avvenuta decorrenza dei termini di custodia.
SCARCERAZIONI E NOMINATIVI – Il provvedimento ha riguardato Michele Carta, Antonio Saccheddu, Alessandro Dessolis, Giovanni Piras, Pasquale Musina, Riccardo Mercuriu e Peppino Puligheddu. Per i primi sei la misura è cessata con il ritorno in libertà scattato il 4 novembre, mentre per Peppino Puligheddu la scadenza formale è prevista per la giornata del 7 novembre.
LE TESI DIFENSIVE – Decisionale è stata l’opposizione formale presentata dai legali degli indagati — il collegio difensivo composto dagli avvocati Francesco Lai, Margherita Baragliu, Pasquale Ramazzotti, Carmelino Fenudi, Herika Dessì, Cristina Cherchi, Stefano Murgia e Riccardo Floris — che attraverso articolate memorie hanno contestato la sussistenza congiunta e attuale dei presupposti di legge necessari per un ulteriore prolungamento della detenzione preventiva.
LA DECISIONE DEL GIP – La Procura aveva motivato l’esigenza di proroga richiamando le perizie tecniche tuttora in corso sui telefoni cellulari sequestrati durante gli arresti e l’ipotetico pericolo di reiterazione o recupero di ulteriori armi. Tuttavia, il GIP Giovanni Angelicchio ha evidenziato come debba necessariamente sussistere un nesso causale diretto tra la complessità degli accertamenti integrativi e le esigenze cautelari, chiarendo che la sola presenza di profili di pericolosità sociale non è elemento sufficiente ad avallare il prolungamento del carcere. Nell’ordinanza si richiama inoltre il sequestro dell’arsenale effettuato a febbraio nell’ambito dell’operazione dei Carabinieri che condusse all’arresto di Luigi Masia (successivamente raggiunto da misura cautelare insieme a Serafino Biancu).
I REATI CONTESTATI – Le accuse contestate a vario titolo nell’indagine condotta dalla Polizia di Stato spaziano dall’assalto al furgone blindato a Torpè (con un bottino stimato in circa 90 mila euro), all’attacco al bancomat di Oliena, fino al colpo ai danni dei Monopoli di Pratosardo e al pianificato assalto a un portavalori Battistolli da mettere a segno a Siniscola. La scarcerazione odierna consegue esclusivamente ai limiti temporali stabiliti dalla legge per la custodia preventiva; l’iter giudiziario prosegue e le singole responsabilità rimangono interamente da accertare nelle sedi dibattimentali.
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