Per la gioia dei parigini Roberto Ziranu ieri ha riprodotto la Tour Eiffel in una performance dal vivo. L’artista di Orani si è esibito in una sala dell’International Art Gallery, a poche centinaia di metri dalla torre dell’esposizione universale del 1889. Intorno a Zirani un folto pubblico di spettatori, compresi alcuni sardi che vivono nella capitale transalpina. La scultura in una lastra di ferro, dove Ziranu ha disegnato le linee del monumento con la smerigliatrice, per poi dargli immagine e colori con la fiamma ossidrica. Un collezionista ha acquistato la scultura appena realizzata-. Grande la soddisfazione dell’artista sardo: «È stato un momento emozionante – ha detto – che mi porterò dietro per tutta la vita».

Roberto Ziranu e la Performance Parigina
La trasferta parigina è stata segnata da due mostre. La prima dal 22 al 26 ottobre nel quartiere amministrativo Saint Germain, nell’ambito della “Business Art Fair”. Zirano a esposto una trentina di opere della collezione “Oltre l’infinito”, portata l’anno scorso ad Assisi e replicata nel corso del 2026 a Cagliari (aperta dal sindaco Massimo Zedda) e a Castelsardo. Tra le sculture le code di balena, i dischi, le farfalle e le ali: «Dove ho immaginato il percorso della mia vita, passato da un momento buio alla rinascita, quest’ultima rappresentata dalle ali con le quali si può tornare a volare».
Una proposta, nella capitale francese, che gli è valsa la copertina (e un servizio all’interno) nella “Gazette des Arts”. Da Saint Germain il trasferimento sotto la Tour Eiffel, con la seconda mostra e la performance di ieri sera. Conclusa con una buffet a base di “pane ‘e fresa” e formaggio. Portati rigorosamente dalla Sardegna, nel viaggio in auto da Nuoro, lungo 2mila chilometri. Particolarmente caloroso l’incontro con alcuni sardi, che avevano avuto notizia della presenza di Ziranu a Parigi. «La parentesi in Francia – ha commentato lo scultore – ha rappresentato per me non un punto di arrivo, ma piuttosto la certezza di essere partito, in questo mio percorso nell’arte. Sono discendente da una famiglia di fabbri di Orani – ricorda – che per una vita hanno lavorato il ferro. Ecco, ieri, riprodurre la Tour Eiffel, che è fatta di ferro, è stato come un rinnovare il legame con la mie origini umane e professionali».
0 commenti
Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi