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Byhan/Konietzko, “La collezione sarda 1926-1931”: viaggio tra i tesori etnografici sardi

di Michele Pintore
venerdì 30 Ottobre 2026 - 16:03
Byhan/Konietzko, “La collezione sarda 1926-1931”: viaggio tra i tesori etnografici sardi

È recentemente arrivata in libreria La collezione sarda 1926 – 1931, diciannovesimo volume della collana “Sardìnnia” curato da Sabine Enders e Giovanni Masala Dessì. L’opera offre al lettore uno straordinario spaccato di vita e creatività della Sardegna attraverso gli oggetti dell’artigianato tradizionale e della cultura materiale che, nel passato, furono oggetto di approfondite ricerche da parte di due esperti etnologi tedeschi, Arthur Byhan nel 1926 e Julius Konietzko nel 1931. Gran parte di questi preziosi manufatti si trova oggi custodita nei magazzini di importanti musei tedeschi, purtroppo non accessibili al pubblico, rendendo fondamentale quest’opera per portare alla luce un patrimonio altrimenti sconosciuto.

Nella presentazione del volume, Sabine Enders sottolinea come l’artigianato sardo sia particolarmente ricco e di grande qualità, citando i numerosi e pregiati costumi tradizionali considerati tra i più belli dell’intero bacino mediterraneo, accanto a lavori tessili, merletti, gioielli, cestini, ceramiche e casse finemente intagliate provenienti da numerosissimi centri dell’isola, da Cagliari a Sassari, passando per Oristano e Nuoro. La parte centrale della pubblicazione presenta una ricca selezione di cento immagini a colori conservate nei musei di Amburgo, Berlino e Basilea, corredate dalle didascalie originali in tedesco e dalla traduzione italiana, oltre a quarantasei tavole del catalogo fotografico con oltre quattrocento oggetti della collezione privata di Julius Konietzko, andata purtroppo perduta a causa del bombardamento di Amburgo nel 1943. La seconda parte del libro, curata da Giovanni Masala Dessì, approfondisce le figure dei due eclettici studiosi, ripercorrendo le loro vite, i viaggi nell’isola e i rispettivi percorsi professionali che li portarono a dirigere importanti istituzioni museali e scientifiche prima della loro scomparsa avvenuta ad Amburgo nel 1952.

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