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Poste Nuoro, il Consiglio dice no all’accorpamento: «A rischio il presidio del territorio»

di Sonia Meloni
giovedì 29 Ottobre 2026 - 18:51
Poste Nuoro, il Consiglio dice no all’accorpamento: «A rischio il presidio del territorio»

Vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

NUORO – Servizi essenziali garantiti, ma il presidio territorialmente strategico va difeso a tutti i costi. Questo il messaggio chiaro e congiunto ribadito in apertura del Consiglio comunale straordinario indetto questo pomeriggio per contrastare l’accorpamento della Filiale di Poste Italiane di Nuoro con quella di Oristano. Grandi assenti, i rappresentanti di Poste Italiane. Presenti, invece, in rappresentanza del Consiglio Regionale il consigliere Giuseppe Dessena, e Roberto Cadeddu, responsabile dell’Ufficio di gabinetto della Provincia di Nuoro.

Vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

Vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

Un’aula gremita ha visto la partecipazione attiva dei lavoratori del settore e dei cittadini del comitato di quartiere via Ballero-Santu Predu, mobilitati per scongiurare il ridimensionamento e la temuta chiusura dello storico ufficio postale di via Ballero.

La rappresentante del Rione Santu Predu (foto S.Meloni)

La rappresentante del Rione Santu Predu (foto S.Meloni)

Nel corso della seduta sono emersi importanti elementi di analisi e denuncia da parte dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali. Franco Calledda, dipendente postale e rappresentante della UIL, ha sottolineato come la scelta di confermare la sede direzionale a Nuoro sarebbe risultata tecnicamente più opportuna grazie alla sua posizione baricentrica per l’intera Sardegna Centrale. Calledda non ha escluso l’ipotesi di una matrice politica dietro la predilezione per Oristano, evidenziando il possibile peso di un’amministrazione di centrodestra in linea con il Governo centrale rispetto alla giunta nuorese di centrosinistra.

Vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

Vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

Dettagli retroscenici sulla trattativa sono stati forniti da Gianna Cossu, dipendente postale e rappresentante sindacale, la quale ha precisato che l’accordo sull’accorpamento è stato siglato dai sindacati alle tre del mattino per impellenti esigenze logistiche, senza tuttavia che le parti sociali fossero appieno consapevoli di tutte le implicazioni. Cossu ha denunciato una riorganizzazione pianificata “da un algoritmo” che, pur mantenendo sulla carta i servizi di base, priva il territorio del Direttore di filiale e di risorse umane fondamentali dotate di una profonda conoscenza del contesto locale.

Pubblico alla vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

Pubblico alla vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

Accorato anche il contributo della cittadinanza: Carmela Montesu ha rimarcato come l’ipotizzata chiusura del presidio di via Ballero rappresenti una vera e propria scure destinata ad abbattersi soprattutto sulla popolazione anziana, utente principale dei servizi allo sportello nel quartiere.

Il dottor Giuseppe Sirca, 87 anni (foto S.Novellu)

Di fronte a queste testimonianze, il Consiglio comunale voterà una circostanziata proposta di risoluzione che impegna il Sindaco e la Giunta a procedere con una formale diffida a Poste Italiane per chiedere il riesame della decisione e la sospensione del piano.

Vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

Vertenza Poste Italiane in Comune (foto S.Novellu)

L’amministrazione promuoverà inoltre un’istanza di accesso agli atti (ex L. 241/90), un’istruttoria legale per verificare eventuali ricorsi al TAR (ex art. 116 CPA) e una segnalazione all’AGCOM per la tutela degli obblighi del servizio universale. L’obiettivo prioritario resta quello di fare rete con i Comuni della provincia, la Regione e l’Anci, affinché la difesa dell’esistente si trasformi in una proposta politica seria per il futuro amministrativo ed economico della città e delle aree interne.

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